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I fonteghi di Venezia

Scritto da LIZ | 29.6.2015 |
I fonteghi di Venezia

Venezia si districa in calli e palazzi, campi e fondamente, ma tra questi edifici storici, un po’ case di famiglie nobili veneziane, un po’ botteghe, ci sono anche i così detti fondaci, in dialetto veneziani “fondeghi”. La parola “fondaco” deriva dal greco e dall’arabo, e letteralmente significa proprio “casa-magazzino”, perché di fatto, questo era più o meno il loro ruolo anche a Venezia.

La presenza di fondaci era uno degli aspetti che aiutava a definire una città come potenza marinara; infatti, Venezia era una delle quattro repubbliche marinare italiane, assieme a Genova, Amalfi e Pisa.

La particolarità dei fondaci veneziani - attualmente sono presenti gli edifici ma non sono adibiti a magazzini come un tempo- è che si affacciano sui canali, non sono mai palazzi interni, perchè gli scambi commerciali si facevano sull’acqua.

A Venezia non è difficile riconoscere la zona in cui si trovano, dal momento che le calli che li ospitano ne riportano proprio il nome, come ad esempio il “Fontego dei Tedeschi” e il “Fontego dei Turchi”.

magazzini venezia

IL FONTEGO DEI TEDESCHI

Chiamato così non tanto per il fatto che le merci custodite al suo interno fossero esclusivamente dei tedeschi, diciamo che, piuttosto, era un appellativo per indicare la provenienza delle merci dal nord di Venezia.

Il palazzo guarda il Canal Grande e si trova a pochi passi da Rialto. E’ stato inizialmente costruito nel 1228, ma a causa di un incendio, quello che si vede oggi è la sua “nuova versione”, risalente ai primi del ‘500. Sulla facciata rivolta verso il Canal Grande, mostra 5 arcate che vanno a costruire un portico che comunica direttamente con l’acqua.

Al contrario degli altri edifici veneziani, in questo caso, si preferì evitare le decorazioni marmoree e preferire gli affreschi, per adempiere all’arduo compito furono chiamati Giorgio e Tiziano, suo allievo.

Una curiosità: si dice che la Giustizia, di Tiziano, fosse talmente bella che si dubitasse fosse opera sua, attribuendola piuttosto al maestro Giorgione, tanto che iniziò una battibecco tra i due artisti… questo, secondo ciò che scrisse Ludovico Dolce nel 1557.

fonteghi venezia

IL FONTEGO DEI TURCHI

Probabilmente più conosciuto rispetto a quello detto “dei tedeschi” per il semplice fatto che al giorno d’oggi ospita il Museo Civico di Storia Naturale, che tutti i veneziani hanno visitato almeno una volta con le scuole.

Il Fontego dei Turchi fu costruito anch’esso intorno al 1225 ma per volere di un privato, il signor Giacomo Palmieri, e passò in mano alla Repubblica solo nel 1381. Ci furono poi diversi passaggi di proprietà e solo nel 1621 si concretizzò l’ipotesi di adibirlo a magazzino per le merci provenienti dalla Turchia.

La facciata che si specchia sul Canal Grande è anch’essa costituita da una serie di archi formanti un portico.

canali venezia

CURIOSITA’

I due fondaci appena descritti sono detti i “fonteghi nazionali”, ma i veneziani sanno bene che ne esiste un terzo, anche se meno conosciuto e che non ha più l’aspetto di un tempo: il Fontego dei Persiani. In un quadro del Carpaccio, “Miracolo della Croce a Rialto”, si scorge un edificio all’estrema destra, affiancato ad un altro edificio di forma particolare.

Oltrei ai “fonteghi nazionali” esistevano anche i così detti “fonteghi pubblici” ovvero il fontego de la farina, il fontego del curame (cuoio e pelli) che si trovavano nella Contrada San Silvestro, il “fontegheto” de la farina (perchè evidentemente era più piccolo degli altri), in Contrada San Moisè, e il fontegheto de l'acqua non più esistente, ma che un tempo si trovava nella Contrada San Silvestro.  

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