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Il Duomo di Milano, un ricettacolo di leggende

Scritto da CABIRIA MAGNI | 22.7.2014 |
Il Duomo di Milano, un ricettacolo di leggende

Sono da sempre appassionata di leggende, mi piace cercare la motivazione apparentemente assurda o addirittura inquietante che sta dietro ciò che mi circonda.

Non mi accontento mai di resoconti semplici o spiegazioni fin troppo plausibili, così probabilmente alle volte mi lascio incantare, come la tipica bambinetta davanti alle peggiori storie di maghi e di principesse, e sicuramente prendo qualche cantonata. Quel che è certo è che non mi annoio mai.

Come non mi annoio mai con Milano, che è letteralmente farcita di queste storie. Pensiamo ad esempio al “Sogno di Mezzanotte”, che avevo raccontato parlando di Brera, e che sicuramente aumenta il fascino di un quartiere che già ci mette parecchio del suo.

Ora io non so se queste leggende sono proprio tutte vere, ma appunto perché di leggende si tratta, alla fine che importa?

Ma oggi voglio parlare delle statue del Duomo, che anche loro hanno un bel perché, non si limitano ad abitare le facciate per puro spirito decorativo, o almeno non solo.

Statue Duomo

Se ci avete fatto caso, all’interno e all’esterno della chiesa ci sono migliaia di raffigurazioni (c’è chi dice 3200 e chi 3400, se poi stiamo a contare anche i mezzibusti non se ne esce più), e i generi sono i più diversi. Passiamo dalla tradizione biblica alle raffigurazioni pagane, fino ad arrivare a quelle tipicamente demoniache, che uno magari si chiede che ci azzeccano con un luogo di culto.

E qui la leggenda ci viene in aiuto e fa diventare possibile anche ciò che sembra non avere un senso.

Pare che il nostro famoso Duomo, la terza cattedrale d’Europa dopo San Pietro e la cattedrale di Siviglia (e io che pensavo che la parigina Notre Dame fosse più grande!), fu costruito per volere del Diavolo in persona. Satana apparve al pover Gian Galeazzo Visconti in una sfortunata notte del 1386, con la richiesta senza pretese di edificare una chiesa in suo onore. Ovviamente nessun obbligo, in caso di rifiuto Satana si sarebbe preso l’anima del buon Visconti come premio di consolazione. E secondo voi cosa decise di fare il nostro malcapitato? Fatti i suoi rapidi conti, diede il via ai lavori.

Ovviamente non ebbe mai il piacere di vedere l’opera compiuta, che si sa che la Fabbrica del Duomo è un cantiere sempre aperto, ma sicuramente ci mise della buona volontà.

Mi chiedo che fine avrà fatto la sua anima ma questo magari va approfondito a parte. Fatto sta che ancora oggi, se prestiamo attenzione a tutto questo trionfo di marmo che ingombra la piazza più famosa della città, i personaggi che saltano all’occhio sono i più disparati. I doccioni prendono le sembianze di demoni e di diavoli, come gentilmente richiesto dal ‘Signore del male’ in persona avvolto nella sua nuvola di zolfo, poi ci si distrae un attimo ed ecco comparire un diavolo al guinzaglio della temeraria Santa Margherita.

Eva sta al balcone in topless, Sant’Erasmo ha la pancia squartata dalla quale scivola via l’intestino, e gli Apostoli custodiscono la Vergine. A proposito di Vergine, potevamo dimenticarci della statua per eccellenza? La famosa Madonnina, simbolo di Milano, che dalla fine del Settecento guarda la città dall’alto, regalandole quel qualcosa che la rende unica al mondo.

Duomo Statue

Voglio poi fare una menzione speciale per Napoleone, che c’è anche lui! Sì, perché alla vista dei lavori troppo fermi, l’imperatore decise che era il momento di dare nuovo impulso, e provare a finire l’opera ancora incompiuta: evidentemente si era preso a cuore la questione.

In cambio si accontentò di un minimo di riconoscimento iconico, che il palcoscenico principale se l’era già aggiudicato Lucifero e davanti a certi soggetti anche gli uomini più potenti della terra preferiscono stare a guardare (vista poi la tendenza di quest’angelo caduto in disgrazia a comparire in sogno, meglio non tirare troppo la corda).

Duomo Milano
Orari apertura: Tutti i giorni 7.00 – 19.00. Ultimo ingresso 18.30
Biglietti: Accesso gratuito al Duomo. Ticket fotografico: € 2,00

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