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Alla scoperta dell'archeologia industriale di Milano

Scritto da FRANCESCO MARGSTAHLER | 4.6.2015 |
Alla scoperta dell'archeologia industriale di Milano

Milano - non bisogna mai dimenticarselo - prima di diventare la Milano da bere, la città della moda, la città della finanza, del design, della pubblicità e delle televisioni, è stata prima di tutto una grande città industriale e la sua storia dovrebbe tornarci in mente ogni volta che sentiamo i nomi delle grandi aziende che hanno segnato nel bene e nel male il suo tessuto urbano.

Le attività industriali hanno più o meno tutte chiuso e le zone in cui sorgevano si sono trasformate o si stanno trasformando, ma è ancora possibile rintracciare le vestigia di quella che era la nostra citt à nelle vecchie strutture che oggi in genere ospitano grandi spazi dedicati alla cultura.

Ansaldo

Ad esempio, intorno a via Tortona c'era l'Ansaldo, industria metallurgica che tutti conoscono, specializzata allora nella produzione di locomotive, carrozze ferroviarie e tramviarie, che venne dismessa intorno agli anni Ottanta. L’area dello stabilimento venne acquistata dal comune di Milano nel 1990 e venne destinata ad attività culturali. La fabbrica dismessa è stata ora trasformata in un polo multidisciplinare dedicato alle diverse culture del mondo e oggi ospita il MUDEC, il Museo delle Culture, progettata dall'architetto inglese David Chipperfield e appena inaugurato, uno dei più nuovi e più moderni musei di Milano.

Quella che oggi tutti conoscono come La Fabbrica del Vapore, invece, sorge sull'ex sede della Carminati & Toselli, un'impresa che si occupava di pezzi di ricambio per ferrovie e tramvie. Oggi è stata riconvertita in uno spazio polifunzionale molto noto ed è animata tutto l'anno da laboratori, mostre ed eventi culturali.

In via Mecenate poi c'era la Caproni, officina aeronautica che ha sfornato aerei fino agli anni Cinquanta. Dopo molti anni di abbandono, le sue strutture sono state recuperate e ospitano le Officine del Volo, uno spazio che organizza eventi per la moda, la pubblicità e il cinema all'interno di spazi veramente suggestivi e restaurati a regola d'arte.

Wow

In viale Campania c'era la Motta (qui ve ne abbiamo raccontato la storia) - e gli ex studenti del Liceo Donatelli se lo ricorderanno benissimo, visto che era prassi entrare a sgraffignare qualche panettone durante le ore di lezione! - ma oggi è inutile andare in cerca di dolci: lo stabilimento è stato trasformato in un bellissimo giardino pubblico, al cui interno, nell'unico edificio sopravvissuto, ha sede il WOW SPAZIO FUMETTO, Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata. Gestito dalla Fondazione Franco Fossati, è uno spazio unico nel suo genere, dedicato com'è alla divulgazione e alla valorizzazione della Nona Arte.

Motta

Infine, forse non tutti sanno che al Portello, in parte anche sui terreni dell'avveniristico progetto CityLife, c'erano gli stabilimenti dell'Alfa Romeo, la cui area è oggi quasi completamente riconvertita, per buona parte in giardini. Così, l'Ansaldo, la Caproni e l'Alfa Romeo al Portello oggi non ci sono più, ma quello che è rimasto testimonia non solo la nostra creatività di oggi, ma anche le nostre radici; ci mostra da dove veniamo e forse anche dove stiamo andando.

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