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Il Ghetto di Venezia, dove il tempo si è fermato

Scritto da VALENTINA PARO | 3.11.2014 |
Il Ghetto di Venezia, dove il tempo si è fermato

Nel sestiere di Cannareggio a Venezia nel corso dei secoli si sono stabilite famiglie ebree* attirate dalle politiche liberali e dalla dedizione al commercio della città. La Serenissima però decise che questa minoranza poteva vivere solo in una zona ben delimitata: fu così che nacque il primo ghetto della storia.

Ancora oggi dopo secoli e dopo le tante vicissitudini che la comunità ebraica ha dovuto affrontare, il Ghetto continua ad essere uno dei luoghi magici e ricchi di storia che vale una visita durante una passeggiata a Venezia.

Il Ghetto si raggiunge in breve tempo e con facilità dalla stazione dei treni di Venezia S. Lucia, percorrendo Strada Nuova. Si supera il Ponte delle Guglie e si gira a sinistra. Dopo qualche metro sulla destra, quasi mimetizzato, c'è un sottoportego, uno degli ingressi al ghetto che in passato venivano chiusi la sera e riaperti al mattino per isolare gli ebrei dal resto della città.

Superato il sottoportego ci si lasciano alle spalle il vociare delle mille lingue dei turisti, i passi delle persone, il rumore di barche e vaporetti, e si entra in una dimensione dove il tempo sembra scorrere con più calma.

Dal Ghetto Vecchio, la zona più antica, dove aleggiano nell'aria i profumi del panettiere che sforna pane e dolcetti kosher fin dalle prime luci dell'alba, si sorpassano botteghe artistiche, una scuola e piccoli locali, e si sbuca nell'ampia piazza del Ghetto Nuovo sulla quale si affacciano il museo ebraico, qualche negozietto e ristorante kosher e alcune sinagoghe.

 

banco rosso venezia

 

Le sinagoghe sono curiose perché questi luoghi di preghiera sono ricavati all'interno degli alti palazzi veneziani. Individuarle per chi visita il Ghetto per la prima volta può essere una bella caccia al tesoro: basti sapere che si trovano sempre all'ultimo piano degli edifici, che hanno 5 grandi finestre allineate (5 come il numero di libri della Torah) e talvolta presentano scritte in ebraico sui muri.

Sapendo questo si possono contare le tre sinagoghe più antiche affacciate sulla piazza del ghetto nuovo, mentre le due più recenti situate nel ghetto vecchio.

Ed è anche possibile visitarle accompagnati da una guida: basta acquistare il biglietto d'ingresso al museo ebraico**. Nel costo del biglietto oltre alla visita al museo è inclusa quella guidata a tre delle sinagoghe del Ghetto, una spesa che consiglio assolutamente perché le guide raccontano un sacco di storie e aneddoti interessanti, oltre ad essere questo l'unico modo per vedere i bellissimi interni delle sinagoghe

Sempre passeggiando nella piazza del Ghetto Nuovo, che è il cuore del quartiere, si può scovare uno dei tre antichi banchi dei pegni dove gli ebrei prestavano soldi in cambio di interessi: il banco rosso, lo si riconosce dalla scritta sull'intonaco.

piazza ghetto

 

Vale poi la pena fermarsi ad acquistare qualche dolcetto al Panificio Giovanni Volpe, l'unico che produce dolci ebraici kosher certificati dal rabbino, o fermarsi in uno dei ristorantini del ghetto per testare i sapori della cucina ebraica.

Ogni giorno è buono per visitare il Ghetto, bisogna però far attenzione che il sabato alcune attività rimangono chiuse per rispettare il giorno di festa ebraico, in primis il museo e le sinagoghe.

Ma anche una visita al Ghetto di sabato ha il suo fascino: ci si può imbattere nei bambini che indossano la kippah mentre giocano in piazza, adulti che si dirigono verso i luoghi di preghiera o giovani con il tradizionale cappello nero e le basette a ricciolo che leggono un libro seduti su una panchina.

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Diario in Viaggio
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