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La cucina tipica di Catania tra pesce, verdura e ottimi dolci

Scritto da CINZIA CORNO | 17.6.2014 |

La cucina tipica di Catania tra pesce, verdura e ottimi dolciPasseggiando tra le vie di Catania all’ora di cena, i borbottii dello stomaco avranno solo l’imbarazzo della scelta. Ristorantini con tavoli all’aperto, chiostri sotto la volta stellata e agriturismi con tovaglie colorate allettano i passanti con il profumo della pastella croccante, delle verdure saltate e del pesce appena pescato.

Chi vive in città sicuramente sa quanto ha da offrire la cucina catanese, ma per chi viene in visita o è solamente di passaggio ecco qualche dritta su cosa assaggiare.

PRIMI PIATTI

La pasta alla Norma è sicuramente la specialità catanese per eccellenza. La salsa di pomodoro incontra la melanzana fritta, il basilico e una porzione abbondante di ricotta salata. Il nome le è stato attribuito in onore del compositore catanese Bellini – che si spera ghiotto di melanzane – autore dell’opera Norma.

L’arancino di riso è sicuramente il più conosciuto, nella variante al ragù, ma meritano una nomina anche la pasta col nero di seppie (pasta cu niuri di sicci), la pasta con i masculini (alici fresche in un soffritto di cipolla, piselli e finocchietto) e la pasta 'ncaciata (cavolfiori insaporiti con acciughe salate, olive e caciocavallo grattuggiato).

SECONDI e ROSTICCERIA

Il podio è popolato sicuramente dalla caponata che in Sicilia si può trovare in almeno una trentina di versioni differenti. La versione catanese prevede l’utilizzo di melanzane, peperoni, pomodori, cipolle, sedano, olive, capperi e altri numerosi ingredienti. Come non citare poi le crispelle, soffici frittelle ripiene di ricotta o acciughe, e la celeberrima scacciata, pasta di pane farcita da provare nella versione con tuma e acciughe o con cavolfiore e salsiccia.

Su un’isola circondata dal mare potevano poi mancare piatti a base di pesce? Fritture miste con pesci tipici come triglie e masculini, pesce arrostito sulla carbonella e sarde a beccafico.

DOLCI

L’ampio panorama dei dolci è sicuramente governato dai cannoli, pasta friabile farcita con crema di ricotta e altri ingredienti come gocce di cioccolato, frutta candita o pistacchio. Fare un elenco sarebbe un’impresa titanica e comporterebbe un immediato innalzamento del diabete. Cito quindi solo alcune delle prelibatezze che si possono trovare tra le vetrine delle pasticcerie e i banchetti dei chiostri, come le crispelle di riso uso Benedettini composte da riso cucinato nel latte, fritto e condito con miele di Zagara e le Olivette di Sant’Agata, antica ricetta preparata in onore della festa della Santa, patrona di Catania. Si tratta di dolci di pasta di mandorla, colorati di verde, ricoperti di zucchero e fatti forma di oliva.

In tutte le gelaterie poi è possibile fare una golosa merenda a base di granita, da accompagnare rigorosamente con panna montata e brioche con il tuppo. I gusti tipici della granita catanese sono le accoppiate limone e gelsi e mandorla e caffè.

Cinzia Corno
Scritto da Cinzia Corno Cinzia Corno
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