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Tre musei a Firenze poco conosciuti ma imperdibili

Scritto da Alessandro Bertini | 22 ott 2015

 

 

Uffizi, Accademia, Bargello, Cappelle Medicee, Opera del Duomo. E ancora: museo Davanzati, le Cappelle Brancacci, il museo di Palazzo Strozzi, Palazzo Pitti, il Corridoio Vasariano... Firenze pullula di musei e il suo centro storico, patrimonio Unesco dal 1982, è esso stesso un museo a cielo aperto.

musei a firenze poco conosciutiImpossibile non pensare a un viaggio in questa terra di artisti e letterati senza pianificare (prenotare con anticipo una visita in alcuni dei musei di Firenze sopra menzionati non è solo consigliabile, è quasi obbligatorio se non volete trascorrere ore ed ore in coda davanti all'ingresso!) almeno di fare una piccola incursione nelle sale del Botticelli ad attingere con gli occhi alla bellezza dell'Allegoria della Primavera o nella vicina sala dedicata alle opere giovanili dell'immenso Leonardo da Vinci per ammirare la sua Annunciazione, ovviamente all'interno della Galleria degli Uffizi. O immaginarsi un soggiorno a Firenze senza passeggiare sul Ponte Vecchio, entrare nel Duomo o alla Galleria dell'Accademia per vedere il David di Michelangelo, l'originale, da vicino.

Tre musei di Firenze meno noto ma bellissimi: Bardini, Horne e Stibbert

Firenze però ha molto altro da offrire, anche in fatto di musei. Ce ne sono tantissimi - chiamati, secondo me in modo improprio, "minori" - che meriterebbero una visita.

Alcuni di questi fanno parte dei Piccoli Grandi Musei, un progetto che raccoglie musei dalle ridotte dimensioni ma dall'alto tasso qualitativo che in qualsiasi altra città del mondo sarebbero una delle attrazioni principali. Sto parlando dell'imperdibile museo di Palazzo Davanzati (un salto indietro nel 1300 in una casa fiorentina di ricchi mercanti), della Specola (la più importante sezione del Museo di Storia Naturale di Firenze oltre che il museo scientifico più antico d'Europa) o del museo di Casa Buonarroti, una delle residenze fiorentine di Michelangelo. Realtà non sconosciute ma meno note ai turisti. Così come lo sono questi tre eccezionali musei:

Museo Bardini

Stefano Bardini fu un famoso antiquario che arrivò a Firenze a diciotto anni per studiare all'Accademia delle Belle Arti e la lasciò quando si spense all'età di 86 anni, nel 1922.

Durante la sua vita riuscì ad allestire una vastissima collezione di migliaia e migliaia di opere tra sculture, oggetti d'arte e dipinti di ogni epoca fino al XVIII secolo, che pose all'interno di un palazzo neo-rinascimentale di piazza de' Mozzi che egli stesso ristrutturò e trasformò in museo. Erede di questo prestigioso patrimonio fu il Comune di Firenze che già nel 1925 aprì il Museo Bardini nella stessa sede in cui l'aveva concepito il suo fautore.

museo Bardini Firenze

Tra raccolte di statue, monete, tappeti orientali, medaglie, mobili antichi, strumenti musicali, armature ed armi troverete anche quadri di Donatello, Antonio del Pollaiolo, Tintoretto e Guercino e maioliche di Andrea della Robbia. Il tutto in un'atmosfera davvero unica: la disposizione e in generale l'intera ambientazione danno la sensazione di trovarsi ospite nella casa di un eccentrico collezionista piuttosto che in un museo civico.

Affresco museo Bardini FirenzeMuseo Bardini, via dei Renai 37, Firenze.

Tel.055/2342427

Orario d'apertura: dal venerdì al lunedì 11-17

Museo Horne

Anche in questo caso all'origine del museo c'è l'amore spropositato per l'arte di un singolo uomo, l’architetto, collezionista e storico dell’arte inglese Herbert Percy Horne. Una storia in parte analoga a quella precedentemente raccontata: nativo di Londra ma fiorentino d'adozione, Horne acquistò il palazzo Corsi in via de' Benci, lo ristrutturò e lo plasmò ricreando un'abitazione in stile rinascimentale per ospitare la sua preziosa collezione di disegni, stampe, libri e arredi collocabili in un periodo storico che va dal '200 al '600, ma anche dipinti! La sua inestimabile collezione comprende capolavori di maestri senza tempo quali Giotto, Masaccio, Filippino Lippi e Simone Martini.

Museo Horne, via dè Benci 6, Firenze

Tel.055/244661

Orario d'apertura: dal lunedì al sabato 9-13

Museo Stibbert

museo stibbert firenzeDi tutt'altro genere rispetto ai precedenti è il museo Stibbert, che tra quelli citati fra i musei meno conosciuti è forse il più noto. La storia del museo non è per la verità molto diversa: anche in questo caso Frederick Stibbert, nato nella prima metà dell'Ottocento in Inghilterra ma di madre toscana, si innamora della città di Dante e decide di restaurare Villa Montughi e di farne la sede della sua collezione privata, che alla morte donerà al comune di Firenze come Herbert Horne e Stefano Bardini. In questo caso però si tratta di un museo ottocentesco, probabilmente il più ricco della città relativamente a quell'era storica.facciata museo stibbert firenzeLa villa stessa è un edificio attentamente ristrutturato da alcuni valenti artisti di quegli anni e vanta sale di stampo neo-rinascimentale e no-gotiche che espongono oltre 50.000 oggetti che derivano in gran parte dal lavoro dello stesso Stibbert con aggiunte di donazioni e acquisti fatti dalla Fondazione che gestisce il museo! La provenienza da una famiglia militare influì non poco sui gusti del collezionista e imprenditore inglese e non a caso le sezioni più importanti - e personalmente le più interessanti - sono quelle dedicate ai cavalieri e alle armature, alle armi bianche e a quelle da fuoco, suddivise secondo la provenienza geografica in armeria europea, islamica e giapponese.

Se avete tempo fate anche due passi nel parco della Villa!

Il Museo Stibbert si trova in via Federigo Stibbert 26, fuori dal centro storico di Firenze, ma si può raggiungere facilmente col bus n°4 con partenza dalla stazione di Santa Maria Novella (fermata "Gioia").

Tel.055/486049

Orario d'apertura: dal lunedì al mercoledì 10-14 e dal venerdì alla domenica 10-18

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Girovagate
Scritto da Alessandro Bertini

Alessandro Bertini, 100% fiorentino di provincia e fiero di esserlo, impulsivo e riflessivo, brontolone ma versatile e pronto a farsi in due quando serve. Quando non è in giro cerca di placare la sua viscerale passione per i viaggi scrivendo qui e sul suo travel blog, Girovagate.