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Tutto quello che c'è da sapere sulla Maratona di Roma

Scritto da ROSSELLA DI BIDINO | 10.3.2015 |
Tutto quello che c'è da sapere sulla Maratona di Roma

La maratona è quella corsa che con i suoi 42,195 chilometri ha il pregio di…bloccare una città. Roma chiaramente non può essere da meno. Lungo il lungo percorso fa mostra del suo Lungotevere, del Vaticano, di Piazza Navona, del Circo Massimo e raggiunge pure la Basilica di San Paolo. In poche parole, un tour de force per chi Roma la vive e non la corre.

Quest’anno la maratona e la corsa RomaFun, di 5 km, bloccheranno la città il 22 marzo.

Si parte dai Fori Imperiali. In attesa che tutti i partecipanti tornino al punto di partenza della maratona di Roma, dopo aver affrontato i 77 cambi di direzione del percorso, serve un vademecum per vivere la città.

Un salto al Museo di Roma

I più curiosi possono andare al Museo di Roma, ammirare, per l’ultimo giorno, la mostra su “I vestiti dei sogni”. Se poi, proprio non resistete, l’affaccio su Piazza Navona consente una vista unica su Piazza Navona e sulla 21° Maratona della Capitale.

Brunch in centro

Il cibo conforta soprattutto in una giornata che richiede pazienza. Essendo domenica, il pasto ideale è il brunch. In zona piazza Navona, il suggerimento è un brunch al Coromandel o alla Boulangerie MP.

Date le dimensioni e lo stile dei locali, il consiglio è di prenotare in anticipo. Qualora, invece, preferiate stare a Prati, decisamente da non dimenticare è il brunch a La Veranda. Nelle sue sale sono state girate alcune scene de La Grande Bellezza. Mentre se volete unire arte moderna e brunch, c'è il Maxxi21 presso l’omonimo museo Maxxi in zona Flaminio.

Un pranzo romano

Se al classico pranzo domenicale non si vuole rinunciare, le zone da tenere d’occhio sono il Ghetto e Testaccio. Sono due aree che seppure circondate dalla maratona, non ne sono quasi mai tagliate a metà. Al Ghetto sarà aperta la pasticceria Boccione, che con la crostata di visciole, riequilibrerà gli umori.

Una bella passeggiata

Soprattutto se vi trovate al centro di Roma, per piacere o necessità, è bene essere pronti a camminare. A ridosso del traguardo della maratona un bel tour tra Monti ed Esquilino è l’ideale. Troverete poche automobili e scoprirete una città un po’ più silenziosa del solito. Per scappare dal centro, il Parco degli Acquedotti è una soluzione.

Scappare dalla città

Per scappare dal centro, il Parco degli Acquedotti è una soluzione.

Questa è l’opzione che potrebbe sembrare più facile. Attenzione agli orari di uscita dalla città e alle deviazioni che potreste incontrare prima dell’uscita dal GRA. Mete raggiungibili in giornata col treno, senza intasare ulteriormente le vie, sono Orvieto, Spoleto, Viterbo o con i treni veloci si può fuggire a Firenze e Napoli.

All’assalto dei mezzi pubblici

Nei giorni che precedono la maratona è bene dare un’occhiata al sito dell’Atac. Non saranno solo a rischio bus o tram, ma domenica anche alcune fermate della metro potranno essere chiuse. Fate attenzione soprattutto se puntate a Flaminio/Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Colosseo ed Ottaviano. Una valida alternativa per andare da un capo all’altro di Roma sono i trenini metropolitani che collegano le principali stazioni. Per viaggiare basta il biglietto del bus. Ovviamente di domenica saranno pochi.

Gli orari della maratona

Ultimo ma non meno importante. La maratona parte da via dei Fori Imperiale alle 8.50. I primi maratoneti impiegheranno un paio d’ore a tornare, mentre ai meno allenati sono concesse fino a 6 ore. Aggiungete poi il tempo per sistemare la viabilità e Roma rischia di essere bloccata totalmente o a tratti fino almeno alle 16-17 del pomeriggio.

Infine…pedalate!

Qualora splendesse un bel sole, perché non fare un po’ di moto? Niente corsa, tranquilli. La proposta è una bella pedalata lungo la pista ciclabile del Tevere. In molti tratti è un ottimo modo per passare nel cuore della maratona senza accorgersene.

Per maggiori informazioni sulla Maratona di Roma, i percorsi, le attività collaterali visitate il sito ufficiale dell'evento cliccando qui.

Ma che ti sei mangiato
Scritto da Rossella Di Bidino Ma che ti sei mangiato
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