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Una gita fuori porta a Bologna: Dozza e i suoi muri dipinti

Scritto da ELISA PATERLINI E LUCA GOLINELLI | 8.7.2014 |

Una gita fuori porta a Bologna: Dozza e i suoi muri dipintiC'è un borgo in Provincia di Bologna che è considerato uno dei borghi medievali più caratteristici dell'Appenino Tosco-Emiliano e corrisponde al nome di Dozza Imolese, per distinguerlo dall'omonimo quartiere del Capoluogo Emiliano. Un borgo dove i muri parlano, una galleria d'arte a cielo aperto. Un borgo affrescato da artisti provenienti da varie parti del mondo. Un borgo in cui perdersi è un piacere.

 

Dozza BolognaOgni due anni Dozza è la sede della biennale del Muro dipinto in cui artisti diversi per stile e provenienza vengono chiamati a dipingere le pareti delle case, dei negozi, degli uffici del Paese. Ad oggi sono più di duecento gli artisti che dal 1960 si sono alternati nella decorazione di Dozza. Recita il proverbio "muro bagnato muro fortunato" e mai auspicio fu più azzeccato. La prima edizione che durò due giorni fu messa a dura prova dalla pioggia che cadde incessante per tutto lo svolgersi della manifestazione ma che non ne intralciò il successo di pubblico accorso numeroso a godersi il lavoro degli artisti seppur sotto l'ombrello.

D'altronde il nome Dozza deriva dal dialetto "doccia" e sta a ricordare che nel Medioevo le riserve idriche erano molto scarse e gli abitanti erano costretti a rifornirsi da una cisterna del vicino Monte del Re (narra la leggenda che fu proprio San Francesco che da qui fece sgorgare l'acqua).

Fino al 1973 la manifestazione si svolse col sistema del concorso mentre da quell'anno in poi la gara venne abolita e tutti gli artisti considerati alla pari con premi e riconoscimenti uguali per tutti.

L'idea del "muro dipinto" nacque dalla necessità da parte della pro-loco di aprire Dozza al turismo per far conoscere la Rocca di Caterina Sforza.

Osteria Borgo DozzaEssendo ubicata fra Bologna e la Romagna ha avuto nel Medioevo una posizione strategica che l'ha resa oggetto di forti contese. La Rocca ha origine Guelfe e fu da questo esercito edificata nel 1250. La prima ad essere costruita su ordine del Papa fu la rocchetta come porta difensiva. Nel 1476 la Rocca fu presa da Caterina Sforza. Questo passaggio fu fondamentale, Caterina individuò infatti varie modalità difensive e apportò le relative modifiche. Un altro passaggio fondamentale fu ai Marchesi Malvezzi Campesi che la trasformarono in dimora signorile. La Rocca è in ottime condizioni e può essere visitata sia unendosi ad una visita guidata sia in autonomia. Dalle torri si gode di una bellissima vista sulle colline e sui muri dipinti di Dozza.

All'interno del castello ha sede la pregiata enoteca regionale dell'Emilia Romagna nata nel 1978 che vanta 1500 etichette. Si può prendere parte a degustazioni a tema in presenza di sommelier e partecipare a corsi di avvicinamento al mondo del vino.

Se prima di lasciare Dozza vi viene fame una tappa d'obbligo è alla Piccola Osteria del Borgo dove troverete cucina tipica della zona rigorosamente fatta a mano, dalle crescentine agli spaghetti alla bolognese passando per le zuppe di stagione. L'ambiente è accogliente, rustico ma con un tocco di classe, alle pareti opere d'arte e nel fine settimana musica durante la cena dal blues alla musica popolare.

Dozza vale sicuramente una visita, anche solo per lasciarsi il caos della città alle spalle per qualche ora.

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Scritto da Elisa Paterlini e Luca Golinelli Mi prendo e mi porto via
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