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Alla scoperta di Reggio Emilia: cosa fare e vedere

Scritto da ELISA PATERLINI E LUCA GOLINELLI | 29.9.2014 |
Alla scoperta di Reggio Emilia: cosa fare e vedere

Quando siete in autostrada non c'è bisogno di leggere il cartello segnaletico perché sapete di essere arrivati a Reggio Emilia semplicemente alzando gli occhi al cielo. Sono lì pronti a salutarvi e ad invitarvi a visitare questa piccola città emiliana. Sono i ponti di Calatrava, segno distintivo della riqualificazione dell'area nord della città insieme alla nuova stazione Mediopadana che collega Reggio Emilia, grazie all'alta velocità, a poli italiani importanti.

L'opera, progettata dall'architetto spagnolo, è costituita da un ponte centrale ad arco e due ponti laterali strallati in puro stile Calatrava. Lasciamo l'autostrada e dirigiamoci verso il centro storico. Qui troviamo uno dei pilastri della storia italiana, la Sala del Tricolore dove nel 1797 nacque la bandiera italiana, simbolo del popolo e della libertà. La sala, costruita nel settecento dall'architetto Bolognini, in origine era un archivio ducale mentre oggi è il luogo di riunione del consiglio comunale.

Piazza Prampolini

Pochi scalini più su si trova il Museo del tricolore, una tappa imperdibile per gli amanti della storia del nostro Paese.Il municipio si affaccia su Piazza Prampolini, una delle piazze più belle della città, sede del mercato bisettimanale del martedì e del venerdì e detta anche Piazza Grande. Ad un buon osservatore non può sfuggire il simpatico cartello "Scendere dalla bicicletta" appeso all'ingresso del vicolo Broletto, uno degli angoli più suggestivi di Reggio Emilia.

Piazza San Prospero

Percorso tutto il vicolo arriviamo in Piazza San Prospero detta Piazza dei leoni perché l'omonima basilica che qui si affaccia ha sul sagrato cinque statue di questi grandi felini a far da guardia e che fanno la felicità di tutti i bambini reggiani che almeno una volta nella vita sono saliti a cavalluccio qui sopra. Anche su questa piazza troverete il mercato bisettimanale e per distinguerla da piazza Prampolini questa piazza è chiamata anche piazza Piccola.

Un mercato molto amato dai reggiano è quello del contadino che si tiene ogni sabato in piazza Fontanesi. Su questa piazza, dall'aria vagamente parigina e ornata da file di tigli, si affacciano alcuni dei palazzi più belli della città tra cui il quattrocentesco palazzo Calcagni. Piazza Fontanesi è insieme a Piazza Prampolini e Piazza San Prospero sede della movida reggiana nel weekend.

Piazza Fontanesi

Ultima piazza di cui vogliamo parlarvi è Piazza della Vittoria conosciuta anche come Piazza dei teatri. Qui si affacciano i tre più importanti teatri della città: il Teatro Municipale dedicato a Romolo Valli, il teatro Ariosto e il teatro Cavallerizza sede di esibizioni di teatro contemporaneo. A pochi passi troviamo anche la Chiesa di San Francesco riconoscibile grazie ad un prezioso affresco raffigurante il Santo sulla facciata esterna, oggi sede dei Musei civici.

Dietro al Valli si estende uno dei polmoni verdi della città, i Giardini pubblici dove attorno alle giostre per bambini potrete incontrare un vero melting pot di razze e culture.A fianco del Teatro Ariosto si erge una costruzione di ferro e vetro: lo Spazio Gerra. Nato dall’ingegno dell’architetto Christian Gasparini che l’ha creato sulle ceneri dell’ex-albergo Cairoli, è stato donato dalla proprietaria, la signora Anna Maria Ternelli Gerra, al Comune di Reggio Emilia con il fine di creare un luogo dedicato alla cultura e all’arte in onore alla memoria del marito, l’artista Mario Gerra.

Teatro Valli

Non si può lasciare Reggio Emilia senza aver visto la Basilica della Ghiara, uno dei principali luoghi di culto della città. La storia che la caratterizza è suggestiva e spiega il motivo per cui sia tanto cara ai reggiani: fu costruita in seguito ad un miracolo avvenuto in zona legato all'immagine della Madonna.

Allora cosa ne pensate? Vi è piaciuta Reggio Emilia? Molti la considerano una meta minore all'ombra delle più blasonate Bologna, Modena e Parma ma vi assicuriamo che un gita qui non vi deluderà.

Mi prendo e mi porto via
Scritto da Elisa Paterlini e Luca Golinelli Mi prendo e mi porto via
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