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Chef Rubio: la cucina, i viaggi e la televisione

Scritto da VERUSKA ANCONITANO | 18.11.2014 |
Chef Rubio: la cucina, i viaggi e la televisione

Gabriele Rubini, chef Rubio per chi è del settore o segue la televisione, è ormai un personaggio noto e conosciuto. Lo avevo intervistato qualche mese fa in occasione del lancio di Unti e Bisunti e torno ad intervistarlo adesso per I re della griglia, entrambi in onda su DMAX (canale 52 digitale terrestre). Qualche domanda in cui ci racconta il programma ma anche la sua idea di cucina e, se leggiamo bene, ci potrebbe svelare tra le righe anche qualche cosa sul suo futuro. In Italia e non...

Se dovessi presentarti ad un pubblico di spettatori/lettori non italiani, come ti presenteresti?

Ciao sono Gabriele Rubini in arte Chef Rubio e sono cinque minuti che non mangio. Ahah. A parte gli scherzi. Ho viaggiato in lungo e in largo e la maggior parte di queste volte l'ho fatto da sdraiato guardando il soffitto. So cosa sono ora, non so cosa sarò domani ma non vedo l'ora di scoprirlo.

Come e quando nasci/ti scopri chef?

Dalla prima poppata credo ma non ne sono certo. Alcune cose non te le domandi proprio. Aspetti solo che prendano luce o la giusta piega. Ma non ci sono dei momenti in cui lo capisci o lo scopri. Sono semplicemente le tue passioni o i tuoi istinti che ti si palesano di fronte e non puoi far altro che seguirli

Ci racconti un pochino "Unti e Bisunti" e "I re della Griglia"? Quali sono le differenze di approccio con i due prodotti e le tipologie di spettatori?

Il primo prodotto e' un format inventato per me e cucito su di me: parla della mia vita, del mio essere curioso viaggiatore. Quel che faccio in Unti e Bisunti e di arrivare in luoghi più o meno conosciuti e senza perder tempo inizio a divorarli e smembrarli dal punto di vista gastronomico, senza alcun tipo di timore fino ad arrivare a quello che io ritengo essere l'anima della cucina locale. Una volta trovata cerco di farla mia e di sopraffarla. Il secondo invece è un Talent in cui io con altre due figure di spicco della cucina e della gastronomia italiana ci vediamo impegnati a giudicare, sotto tutti i punti di vista, 9 concorrenti che si contendono il titolo di miglior grigliatore d'Italia.

Rubio Chef

Come è nato I re della Griglia? Non ne abbiamo già troppi di reality/talent sulla cucina? Perché uno che, potenzialmente, potrebbe farti odiare da tutti i vegetariani e non solo?

Nasce in Svezia. DMAX l'ha fatto suo e forte del mio seguito e del contratto in essere mi ha proposto di lavorare al progetto. Quel che volevamo e che siamo riusciti a fare e' un prodotto nuovo in cui competenza e goliardia si fondono dando un calcio all'idea di cucina per cui bisogna strillare e spaccare piatti per dimostrare la propria bravura e per ricevere rispetto. Non mi hanno odiato i vegani con Unti e bisunti non vedo perché dovrebbero odiarmi i vegetariani in quest'occasione. Sono per la cultura e la conoscenza, non per gli integralismi e le fazioni.

Cos’è per te la cucina? E, nello specifico, cos’è la cucina italiana?

La cucina e' una forma d'amare e d'amore. La cucina italiana e' la semplicità furbetta fatta boccone.

Cosa vorresti proprio dire agli stranieri per educarli al buon mangiare? Ma, soprattutto, esiste davvero il buon mangiare?

Nulla. L'atto pratico vale più di mille parole. Quindi li inviterei a passare una giornata con me, di più non posso fare, perché tanto qualsiasi cosa dica vale fino all'istante prima di una qualsiasi tentazione. Quel che manca è il metodo, non la conoscenza di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Il buon mangiare non è altro che applicare un metodo alla conoscenza e alla coscienza . E sì, esiste e ognuno può avere il proprio in quanto individui unici.

Tra viaggi e cucina, se dovessi scegliere, cosa sceglieresti?

Viaggiar per cucine. O cucinare in viaggi.

Rubio LaFratta

Chef stranieri: quali ti piacciono e perché? E, ovviamente, cosa potresti insegnare loro e cosa vorresti che insegnassero a te?

Non ne conosco se non per sentito dire quindi posso solo parlarti di miei colleghi e amici. Tutte persone innamorate del proprio lavoro e della propria passione. Unici. Non ho nulla da insegnare a loro e loro non hanno nulla da insegnare a me. Abbiamo da condividere e così facendo gli insegnamenti saranno bilaterali e molteplici quindi potenzialmente infiniti.

Che programmi hai per il futuro? Ti vedremo all’estero?

Sicuramente, mi sta stretto il mondo figurarsi l’Italia. Amo il mio paese. Lo vedo come un porto in cui riposarmi e rinforzarmi ma sono un nomade quindi non potrò mai fermare il mio moto interiore e star fermo nello stesso posto per più di un tot.

Ci sveli qualche segreto per il 2015 di quelli che ancora non hai detto a nessuno?

Non ho segreti. Parlo molto più intimamente in interviste che con amici. Quindi ti mentirei dicendoti d'avere dei segreti… Sicuro ci saranno sorprese e lo saranno anche per me .

[Credits foto Paolo Lafratta e Alessandra De Alberto]

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