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La storia di Milano tra profezie e leggende

Scritto da CABIRIA MAGNI | 8.1.2015 |
La storia di Milano tra profezie e leggende

Che il nome della città di Milano derivi da “Mediolanum” lo sanno tutti ma magari il significato che c’è dietro questa parola è un po’ più sconosciuto; non si tratta di banche né di niente del genere, proprio no, il termine ha un’origine ben più antica, precedente addirittura a quella che è conosciuta come “Età dei Comuni”.

Secondo la leggenda, una delle tante che aleggiano intorno alla città, Milano fu fondata dai Celti, che scelsero il luogo esatto per posare la prima pietra in base ad una profezia: pare infatti che il comandante Belloveso, a capo di un gruppo di Galli che nel 623 a.C. passarono le Alpi in cerca di territori da conquistare, consultò un oracolo per capire quale sarebbe stato il luogo più propizio.

Il responso fu di quelli che uno magari si lascia anche un po’ scoraggiare: gli fu infatti detto che avrebbe dovuto fermarsi laddove avesse trovato una scrofa col dorso coperto di lana.

Dite la verità: quanti di voi avrebbero fatto marcia indietro sentendosi dire una cosa del genere? Io probabilmente me ne sarei tornata in Gallia.

Belloveso invece non era uno che si arrendeva facilmente, mettiamola così, quindi prese in parola l’oracolo, che se non si prende in parola un oracolo allora con chi lo si fa, e una volta soggiogata una tribù di contadini e pastori un po’ allo sbando, si mise a cercare.

Organizzò delle vere e proprie battute suddividendo gli uomini in squadre diverse, finchè un bel giorno la sua costanza e la sua tenacia furono ripagate: in una radura apparve finalmente un maiale, neanche a farlo apposta ricoperto di lana per metà, e proprio lì venne fondata la città di “Mediolanum”, che letteralmente significa appunto “semi lanuta”.

Nome omen, insomma.

I milanesi non si sono dimenticati di queste origini che azzarderei a definire quasi mitiche, anzi, in qualche modo hanno voluto immortalarle: se andate a Palazzo della Ragione, in Piazza Mercanti, troverete su uno dei capitelli un bassorilievo che rappresenta proprio la scrofa che ha dato il via alla storia di questa città.

E troverete, questo lo aggiungo io, quasi sicuramente anche una mostra interessante, perché lì davvero non ne mancano mai e da queste parti sono passati personaggi come Salgado e McCurry, giusto per fare un paio di nomi di gente da tenere sempre d’occhio, per chi è appassionato di fotografia.

Se invece siete alla ricerca di qualche altro esemplare di questo animale passato ormai alla storia, segnalo che ne potete vedere un’altra versione raffigurata in uno stemma della corte interna di Palazzo Marino.

Non so cosa ne pensate voi, ma secondo me di rappresentazioni ce ne sono altre in giro per la città: che dite, organizziamo un tour per andarne alla ricerca?

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