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La fiera degli Obej Obej al Castello Sforzesco di Milano

Scritto da Sara Rossi | 4 dic 2014
La fiera degli Obej Obej al Castello Sforzesco di Milano

Cinque secoli e non sentirli: come tutti gli anni dal lontano 1510 si tiene a Milano, sotto Natale e in occasione del Ponte dell'Immacolata, la consueta fiera degli “Oh bej! Oh bej”.

Durante la festa di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata non c’è milanese che non faccia anche un salto e due passi tra le numerose bancarelle di questa manifestazione, la cui tradizione centenaria non sembra mostrare segni di cedimento.

La fiera degli Oh bej Oh bej risale al lontanissimo 1288 quando a Milano si teneva una fiera in onore di Sant’Ambrogio; fu nel 1510 che il Gran Maestro dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro Giannetto Castiglione decise di distribuire ai bambini dolci, giocattoli e regali alla vista dei quali i bambini esclamavano "Obei Obei" che in dialetto milanesevuol dire "O belli, o belli". Nel momento in cui si è deciso di dedicare al Sant'Ambrogio una vera e propria festa con tanto di bancarelle secondo la tradizione i commercianti avrebbero iniziato ad usare l'espressione "Oh Bej Oh Bej" per richiamare l'attenzione dei visitatori.

Milano Obej

Molti si ricorderanno la fiera tra le viuzze del quartiere Sant’Ambrogio, caratteristico ma forse troppo stretto per accogliere la grande massa di visitatori. Per questa ragione da qualche anno è il Castello Sforzesco a ospitare i 399 espositori della manifestazione. Insomma gli Oh bej! Oh bej! hanno fatto decisamente carriera.

A dimostrazione del rispetto dell’antica tradizione e della volontà di mantenere ben salde l’atmosfera e il valore di questa fiera all’appello per il Natale milanese fioristi, mestieranti, artigiani, rigattieri, artisti del rame, del ferro e dell’ottone battuto, venditori di stampe e libri, giocattolai, rivenditori di dolci, rivenditori di caldarroste, rivenditori di miele e anche rivenditori di “Firunatt”, ovvero di castagne infilate e affumicate.

Castello Sforzesco Milano Natale

Il Castello Sforzesco apre il suo portone dalle dalla mattina alla sera per permettere a tutti di perdersi tra sapori, profumi e antichi mestieri a qualunque ora della giornata, dopo una buona colazione, prima dell’ora del tè o direttamente dopo una cena a base di risotto e ossobuco.

(Foto di Luca Vanzella e Patrizia Ferraglioni)

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