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Street food a Bari: la guida completa su dove e cosa mangiare

Scritto da ROBERTA LONGO | 15.8.2014 |
Street food a Bari: la guida completa su dove e cosa mangiare

“I baresi? Escono solo per mangiare”: quoto, confermo e sottoscrivo. Una birra con gli amici non sarà mai solo una birra, una passeggiata non sarà mai solo una passeggiata, una serata al cinema non sarà mai solo una serata al cinema. Ristoranti, pizzerie, pub? Sì, ma anche tanto, tantissimo street food, due parole che racchiudono un mondo fatto di tradizioni, forni, chioschi e fritti alla Unti e Bisunti (e lui vi dice qualcosa, vero?). Cibo sostanzioso e democratico, per tutti e alla portata di tutti, stomaco pieno e felicità a pochi euro. Bari ne è il regno, un regno che va conosciuto e onorato, sempre, che si sia qui di passaggio o vita natural durante.

Partiamo dai must: panzerotti e focaccia. Dei primi ne ho già abbondantemente parlato nella mia personale top 5 dei migliori panzerotti di Bari. All’elenco si aggiunge El Focacciaro: panzerotti piccoli, con un buon ripieno e dalla frittura quasi perfetta.

street food focacceria Bari

Passiamo subito alla focaccia: un impasto di acqua, farina, sale e lievito, condito con pomodori e olive. L’aggiunta o meno di quest’ultime meriterebbe un discorso a parte, portato avanti da due scuole di pensiero che da decenni vedono battersi i custodi di questo piccolo miracolo culinario. Il tour parte dallo storico Panificio Fiore (nei pressi della Basilica di San Nicola), per proseguire, sempre a Bari Vecchia, al Panificio Santa Rita e al forno in pietra di Stada Attolini (civico numero 10), uno dei pochi ancora esistenti. Per chi la ama sottilissima e con le olive, immancabile una tappa al Panificio Violante, nei pressi del Lungomare. Ornella ha descritto meglio di me questi ed altri posti, immancabile la lettura del suo post sulle focaccerie baresi e anche l'intervista al presidente del Consorzio della Focaccia.

“Ci stanno ancora quelli che friggono le sgagliozze? Mi fece un effetto strano sentirgli pronunciare quelle parole antiche. Le sgagliozze sono sottili fette di polenta, fritte in olio di freni per tir (o in qualcosa che gli assomiglia molto) e vendute a Bari Vecchia. Tipico e buonissimo cibo da strada barese. Salutare come il crack. Quando spiego cosa siano le sgagliozze l'immediata (e soprattutto legittima) domanda è sempre: cosa c'entra la polenta con Bari? Voglio dire: ti aspetteresti che la polenta fritta sia il tipico street food di Ponte di Legno o Pergine Valsugana. A Bari, attenendoci a categorie un po' ovvie, per strada, nei cartocci di carta da panificio, dovrebbero vendere le cozze fritte. Sta di fatto però che nella città vecchia da sempre ci sono questi personaggi pittoreschi che friggono fettine di polenta e le vendono, alla faccia dell'ente nazionale per la protezione del fegato”.

Gianrico Carofiglio, in Né qui né altrove, non poteva descriverle meglio.

Voglio mandarvi da Maria, riconosciuta a furor di popolo come la Regina delle sgagliozze (e se Jamie Olivier lo ha messo nero su bianco sul Newsweek c’è da fidarsi). Lei è sempre lì, sull'uscio di casa, a pochi passi dal Castello Svevo; che ci sia il sole o la pioggia non importa, è sempre pronta ad accogliervi col suo mestolo e qualche schizzo d'olio. Qualora non doveste scorgerla dietro l’enorme pentolone, non vi arrendete. Chiamatela. Lei uscirà, vi regalerà un grande sorriso e momenti di estrema, estremissima baresità. Un cartoccio con sette sgagliozze costa 1 euro!

Maria Bari

Seconda specialità da insider: le popizze, frittelle di pasta lievitata da mangiare bollentissime e cosparse di sale. Anche in questo caso, un cartoccio con sette pezzi costa € 1,00. Passeggiando nel centro storico ci si imbatte in numerose “colleghe” di Maria; da segnalare l’omonima che frigge, dalle 17 in poi, in un piccolo locale in Strada del Carmine.

Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. Il tour inizia a farsi davvero serio, questa è la prova del nove, qui si determina “l'uomo da street food” o “l'uomo da latte e fette biscottate”. Lo sappiamo tutti, il vero simbolo di questa città è il pesce crudo; se all’offerta di una cozza la vostra risposta è “no grazie”, rassegnatevi, non potrete mai fregiarvi dell’ambito titolo di “barese doc”. Nell'ordine: ricci, polipi, allievi e cozze, accompagnati dalla solita immancabile Peroni.

Ogni mattina il mercato del pesce al Molo San Nicola, meglio conosciuto come “N’derr la lanz”, è il regno dello street sea food barese; via libera soprattutto ai ricci, da mangiare al Chiringuito, sulle panchine del Lungomare, sulla sabbia di Pane e Pomodoro, insomma, dove volete, basta che sia “in gann' al mar’”.

ricci di mare Bari

L'alternativa sono le decine di pescherie (aperte anche la domenica): tra queste, segnalo la Pescheria Del Centro (Via Marchese Di Montrone 73), la Pescheria Pontrelli (Via Francesco Crispi 145/C) e la Pescheria Capriati (Via Detta Della Marina 3, Torre a Mare). Il prezzo di dieci ricci puliti è all’incirca di € 5,00.

Questo tour alla scoperta del cibo da strada barese termina nei pressi del Castello Svevo. Niente fritto, niente pesce, nessuna tipicità barese, solo tanta tanta carne. L’Antico Chiosco da U’Russ merita una visita per cinque motivi: varietà, qualità, presentazione del piatto (con tanto di decorazione con insalata e aceto balsamico), limoncello offerto a fine cena, e, dulcis in fundo, i consigli del ‘mastro chef’ Gaetano e del figlio dai capelli rossi. Il tutto in piedi o sui quattro tavoli di plastica brandizzati Peroni posizionati tra il marciapiede e la auto parcheggiate.

Anche qui, la prova del nove: il mastro chef vi tenterà con assaggini di carne cruda: qui sta a voi, buttarvi o no. In caso di rifiuto preparatevi allo sbeffeggio pubblico. Chi, investito da un grande moto d’orgoglio, deciderà di afferrare e mangiare quel pezzo di carne, potrà fregiarsi del titolo “uomo street food dell’anno”. La scelta è tra panino o piatto; in quest'ultimo caso con all'incirca € 10,00 tornerete a casa sazi, felici e soddisfatti.

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Scritto da Roberta Longo Infoturismiamoci
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