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Aci Castello e Acitrezza, due comuni da vedere

Scritto da FRANCESCA MIGNEMI | 26.9.2014 |
Aci Castello e Acitrezza, due comuni da vedere

Aci Castello e Acitrezza fanno parte della Riviera dei Ciclopi, la stessa che ritroviamo nel IX libro dell’Odissea, e che da Ognina, ex borgo marinaro oggi quartiere catanese, si protrae sino a Nizza di Sicilia oltre Taormina, un lungo tratto di costa lavica e frastagliata, ricca di vegetazione, un paesaggio mozzafiato che merita una visita.

Lasciandovi Catania alle spalle a pochi chilometri troverete Aci Castello con la sua piazza sovrastata dal Castello Normanno costruito sul punto più alto della scogliera lavica, che guardato da una certa prospettiva sembra un gigantesco veliero attraccato sulla piazza.

Il nome Aci Castello deriva dal prefisso Aci, nome di un fiume oggi scomparso, alla cui nascita è legato un mito greco ripreso da Ovidio nelle sue Metamorfosi: si tratta della tragica storia d’amore tra il pastore Aci e la ninfa Galatea, figlia del dio marino Nereo.

Acicastello

La seconda parte del nome è dovuta al suo castello, edificato per volere di Ruggero il Normanno intorno al 1092, esso domina il paese e la spiaggia.

Il castello, oggetto di miti e leggende fu fonte d’ispirazione anche per G. Verga, che scrisse i Racconti del Castello, oggi è la sede del museo civico e merita assolutamente una visita e se sarete fortunati, una guida all’ingresso vi narrerà la storia come uno stornellatore prima di lasciarvi girare per le sale e terrazze dalle quali godrete di un panorama che toglie il fiato.

Le tre sezioni del museo, mineralogica, paleontologica e archeologica, mostrano interessanti reperti rinvenuti in varie parti della Sicilia. All’interno del castello troverete anche un delizioso giardino che ospita un orto botanico dedicato prevalentemente alle piante grasse.

Orto Botanico Acicastello

Proseguendo per un paio di chilometri, lungo questo tragitto che è anche il Parco letterario di Verga, arriverete ad Acitrezza, frazione di Aci Castello e Terra dei Malavoglia.

Questo piccolo centro, un tempo borgo marinaro, oggi è ambita meta turistica con i suoi locali e la sua spiaggia lavica, il porto e il suo mercato ittico aperto tutti i giorni tranne il sabato dalle due alle sei del mattino.

Agli appassionati di cinema e letteratura questo luogo evoca inevitabilmente il capolavoro del Verga “I Malavoglia” e la sua versione cinematografica diretta da Luchino Visconti: La Terra Trema.

Casa del Nespolo

A costoro, ma a mio avviso a chiunque, non può mancare una visita al piccolo museo La Casa del Nespolo composto da due stanze. Entrando in un piccolo cortile “curtigghio” in siciliano, sovrastato da un nespolo, farete un tuffo nella quotidianità dei Malavoglia.

Qui guide preparate e appassionate vi racconteranno con dovizia di particolari della vita quotidiana dei pescatori ai tempi dei Malavoglia, illustrandovi tutti gli utensili, la loro funzione e origine. Ovviamente quanto vedrete non è appartenuto alla famiglia Toscano dei Malavoglia, ma, pur essendo originali del periodo, sono dono dei cittadini.

Malavoglia

In una delle due salette conoscerete la genesi del film di Luchino Visconti. In realtà La Terra trema era il primo di una trilogia sulla miseria ma terminarono i fondi e quindi rimase l’unico episodio, girato utilizzando gli abitanti come attori.

Uscendo dal museo sarete in piazza, dove di fronte alla chiesa madre troverete il busto omaggio a Giovanni Verga, e sarete circondati da bar e localini nei quali fare gustose pause, e laddove un tempo era solo spiaggia lavica oggi si trovano alberghi e b&b nei quali potrete alloggiare.

mercato ittico

Un altro discusso personaggio di Acitrezza sarebbe Procopio dei Coltelli, dico sarebbe poiché le sue origini sono dubbie e contese tra palermitani e “trezzoti”. Una teoria salomonica lo vuole nato a Palermo e vissuto ad Acitrezza. In ogni caso a questo signore si attribuisce la creazione della granita come la gustiamo oggi. Di certo ad Acitrezza si possono gustare ottime granite, come sempre suggerisco, dopo avere ascoltato i consigli, fidatevi del vostro fiuto e palato. Io ne ho mangiata una sublime ai fichi e gelsi al Gran Caffè Solaire a pochi passi dalla piazza, prima di godermi una passeggiata sul lungo mare ad ammirare i Faraglioni. Questi noti come isole dei Ciclopi perché rappresenterebbero i massi scagliati da Polifemo contro la nave di Ulisse: “…Poi strappata una rupe ancora più smisurata, la lanciò roteandola, vi applicò forza immensa, e la fece cadere dietro la nave prua azzurra, di poco sfiorò quasi il timone. …."

Acicastello Mare

Da Catania, Aci Castello e Acitrezza sono raggiungibili in auto, con i mezzi pubblici il numero giusto è il 534, ma anche in bicicletta in massimo trenta minuti dice l’amico Claudio fervente ciclista, magari se siete di passaggio potreste noleggiarla.

Per gli amanti delle escursioni naturalistiche segnalo il Parco Nazionale Area Marina Protetta Isole Ciclopi che offre diverse attività: diving, snorkelling, pescaturismo, cicloturismo e l’escursione guidata all’isola Lachea, ma anche l’escursione sulla Sardara ricostruzione della “Provvidenza” dei Malavoglia.

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Francesca Mignemi
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