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Alla scoperta degli angoli di Napoli dove sono stati girati film famosi

Scritto da MENA SANTORO | 17.4.2015 |
Alla scoperta degli angoli di Napoli dove sono stati girati film famosi

Qualche giorno fa un amico di Firenze mi ha postato un video dei fratelli Lumière, quelli che hanno inventato il cinema per intenderci. Niente sonoro, immagini un po’ tremolanti in bianco e nero ma i luoghi sono inconfondibili: come non riconoscere Via Marina, il porto, Santa Lucia ed il Vesuvio. Anche i fratelli Lumière furono rapiti dalla bellezza di Napoli! Dal lungomare ai vicoli del centro. Sono tanti i film in cui è stata “riprodotta” la nostra bella Napoli. È da Via Caracciolo, ad esempio, che inizia Napoli Milionaria, in cui Eduardo De Filippo racconta la vita dei napoletani, prima, durante e dopo la guerra, prendendo come esempio la famiglia Iovine. Ed è al Borgo Marinaro che il film volge al termine.

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E se vi dicessi “Dummi', sto chiagnenno... Quant'è bello a chiàgnere...”, ? Indovinato, è la battuta finale di Matrimonio all’Italiana, omaggio di De Sica alla Filumena Marturano del grande Eduardo e girato in parte a  Palazzo Pandola in Piazza del Gesù. Ed ecco allora 5 buoni motivi per fare un salto in questo luogo, anche se siete napoletani come me: la chiesa del Gesù Nuovo (una delle più belle Basiliche di Napoli), Santa Chiara con il suo chiostro, il Decumano inferiore con tutti i suoi negozietti, le pizzerie e le pasticcerie dei dintorni, la curiosità di tornare su una location cinematografica. Sì, perché il palazzo di “Domenico Soriano” ha ospitato diversi set: dall’episodio Cuore di Mamma in Pacco, doppio pacco, e controppaccotto all’episodio I giocatori de L’oro di Napoli. Ve lo ricordate De Sica intento a  giocare a scopa con il figlio del custode? Pare che Vittorio De Sica abbia scelto di interpretare questo ruolo proprio per la sua passione per le carte da gioco! L’oro di Napoli,  il titolo la dice lunga, è quasi un tour panoramico della città. Ci conduce a Materdei, a  piazza Carità, a via Toledo e a quel bellissimo vicolo che dà su Via dei Tribunali, vico Purgatorio ad Arco.

Ma Napoli ha offerto molto di più al cinema italiano. Ha concesso alle cineprese i suoi edifici più belli, quelli che non hanno bisogno di effetti speciali, quelli che sono già protagonisti per la storia che in essi esprimono.

Basta fare un salto a Palazzo Spinelli di Laurino in via dei Tribunali; superato l’ingresso ci si trova in un cortile circolare, l’unico in città ad avere questa forma. Sarà per questo che De Filippo nel ’54 lo ha scelto per la versione cinematografica di Questi fantasmi.

Oppure date uno sguardo a Mi manda Picone di Nanni Loy: l’edificio  dove, quasi accampato, vive Salvatore Cannavacciuolo (Giancarlo Giannini) è il Palazzo dello Spagnolo, nei Vergini. La sua facciata interna, fatta di archi stretti ed altissimi, mi ricorda un alveare. Nel film è in ristrutturazione, pieno di impalcature, ma oggi è tutt’altro. Loy è uno di quei registi che è tornato spesso a girare a Napoli, scegliendo più volte gli stessi luoghi. Nella zona tra Salita Pontecorvo e Largo Tarsia ha ambientato alcune scene di Scugnizzi, alcuni episodi di Pacco, doppio pacco, e controppaccotto, alcune delle più belle sequenze di Le Quattro Giornate di Napoli.

Qui la cinepresa inquadra Largo Tarsia, dove i Tedeschi avevano instaurato il loro comando, segue gli scugnizzi per Salita Pontecorvo; poi restringe il campo, fino al primo piano del marinaio americano mentre viene catturato dall’esercito tedesco. Scenderà poi a via Bellini davanti all’Accademia di Belle Arti e davanti alla Galleria Principe di Napoli.

Anche qui sono passati diversi registi. Quali? Per cosa? Scopritelo voi, perché io altrimenti potrei continuare all’infinito... Buona visione!

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Mena Santoro
Scritto da Mena Santoro Mena Santoro
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