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Bari street art: scoprire la città partendo dai suoi muri

Scritto da ROBERTA LONGO | 17.6.2014 |

Bari street art: scoprire la città partendo dai suoi muri“Penso che si debbano controllare i materiali in modo misurato, ma è importante lasciare che essi abbiano una sorta di vita propria; come la naturale forza di gravità, se dipingi un muro la pittura gocciola; non c'è motivo di combatterla” - Keith Haring.

L'arte è vita e in alcuni casi dà vita. A muri ingrigiti, palazzi abbandonati, treni dismessi e strade dimenticate; un tripudio di colori, segni e forme, che a volte raccontano una storia, altre il 'delirio artistico' di un momento. Due parole: street art. L'arte che arriva a tutti, che esula da musei e gallerie, che si incrocia la mattina quando si è diretti in ufficio e la sera quando si rientra dalla palestra. Bari è anche questo, è street art. Quello che vi voglio proporre è un itinerario alternativo, un percorso che, partendo dalle opere di sette writers di fama mondiale, conduce alla scoperta della città.

mappa street art bari

108, El Tono, Hell'O'Monster, Ozmo, SAM III, Sten&Lex. Arrivano a Bari, tutti per la prima volta, si perdono nei suoi vicoli, la assaporano a tavola, la vivono da local con local; si lasciano ispirare e danno vita a una retrospettiva a cielo aperto ideata nel 2013 dalla Galleria Doppelgaenger, “Fresh Flâneurs”.

Partiamo dal punto che segna il passaggio dalla zona residenziale al centro della città e dall'immagine diventata un po' l'emblema di questo group show, quella del milanese Ozmo. Votato ai simboli, alle icone, ai luoghi e ai personaggi legati all'immaginario collettivo, Ozmo sceglie di rappresentare con bombolette e tempere sui muri del sottopassaggio di Via Quintino Sella, uno dei punti più trafficati della città, un trittico su San Nicola (barese, ortodosso e versione Santa Claus). L'opera può essere la prima tappa di un tour legato ai simboli del patrono della città, dalla Chiesa Russa per un'immersione nella Bari ortodossa alla Basilica di San Nicola e alla sua bellissima cripta. Sparse per la città altre “impronte” dell'artista (quella nella foto la trovate al Chiringuito).

Da Via Quintino Sella arriviamo subito in Corso Vittorio Emanuele, precisamente al Palazzo dell’Economia (ex Standa). Nel pieno centro della città, in una delle più famose vie del passeggio e della Bari by night, il duo romano/tarantino Sten & Lex porta un'opera dal grande impatto: strisce nere a zigzag realizzate con la tecnica dello stencil che creano un effetto optical di distorsione delle pareti. Dal corso ci si può tuffare a capofitto nei vicoli del centro storico, nell'arte (perché non regalarsi una serata al Teatro Petruzzelli?) o nello shopping (magari seguendo i consigli di Flavia).

Passeggiando sul Lungomare arriviamo nei pressi di Piazza Diaz, una delle piazze più suggestive della città. Qui, sulla facciata del Palazzo dell'Acquedotto, l'italiano 108 regala una serie di morbide forme che partendo dal nero passano dal grigio fino ad arrivare alle diverse tonalità di celeste. Poco più avanti, sulle tre facciate di un grande edificio quasi affacciato sul mare, il francese El Tono dà vita ad una contaminazione di colori (bianco, grigio, rosso e nero su sfondo giallo) per un opera dalla difficile chiave di lettura. È d'obbligo una passeggiata al mare, una sosta panchina e una contemplazione al tramonto.

streetart bari Sten Lex

Ci allontaniamo dal centro e raggiungiamo l'Ex Caserma Rossani, quello che potrebbe essere uno spazio di aggregazione per l'intera città, ma al momento, assurdamente, solo uno spazio abbandonato all'incuria e al degrado. I suoi muri, però, prendono vita grazie alle nere silhouette dello spagnolo SAM III: una critica al consumismo rappresentata da una figura in contemplazione contrapposta ad un accumulo crescente di corpi umani.

Arriviamo nella periferia del quartiere Japigia, davanti ai muri dell'ex scuola Verga e alle figure allegre, fantasiose e bizzarre del trio belga Hell'o Monsters. Colori caldi contrapposti al nero e uno stile che ricorda le illustrazioni, un mondo surreale a metà tra animale e naturale. In periferia c'è poco da fare? Assolutamente no. Il quartiere è perfetto per una pausa a teatro (Nuovo Teatro Abeliano – Via Padre Kolbe 3) o per una bella mangiata di panzerotti (nella mia classifica dei migliori panzerotti di Bari anche quelli di una pizzeria di Japigia).

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Scritto da Roberta Longo Infoturismiamoci
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