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Barnum Cafè, Roma: dalla colazione al cocktail dopo cena

Scritto da ROSSELLA DI BIDINO | 20.10.2014 |
Barnum Cafè, Roma: dalla colazione al cocktail dopo cena

Tutti noi abbiamo un’idea più o meno preconcetta di come sia un locale in stile newyorkese. Te lo puoi immaginare con molto glamour, con un tocco di under statement, persino cool. E lo puoi immaginare sia che tu sia un viaggiatore indefesso, sia che tu venga da un paesello di settecento abitanti come il mio. Quando però capiti davanti a Barnum, a Roma, subito lo associ alla città di Sex & The City. Non credo ci sia una spiegazione psicologica raffinata per giustificare tutto questo. Siamo figli e figlie della televisione, soprattutto se siamo cresciuti a suon di Girelle. Però ci sentiamo subito grandi appena ci lasciamo distrarre dalla lavagna con la lista delle birre e dei cocktail. Spesso poi quel tipo seduto fuori che chiacchiera con un amico o la ragazza impegnata a scrivere al suo portatile seduta al tavolino, lanciano un chiaro messaggio. Il Barnum è un locale per tutti e a tutte le ore. Lo è almeno dalle 9 di mattina alle 2 del giorno dopo. E forse per questo senso di libertà che trasmette c’è chi tende ad associarlo addirittura a Berlino più che a New York.

Barnum

Potrà capitarti di entrare senza sapere come si chiama. Così almeno successe a me. Mi piaceva e volli entrare e sedermi ad uno dei tavoli. Non c’era (e non c’è) una poltrona esattamente uguale all’altra. Non era (e non è) immenso eppure sembra esserci spazio in abbondanza. Mi convinsero anche i dettagli come le fotografie sul muro di mattoni dipinti di vernice bianca e persino una consolle per la musica. Ora alle pareti ci sono delle stampe, la consolle non compare sempre, ma ci sono le trapeziste in cartone…guarda in alto sopra i tavoli ed il bancone. Era l’ora di un tè, che poi divenne un’energetica centrifuga. Bastava attendere poco e avrei potuto concedermi persino un aperitivo. Ma tornerò mi dissi. E l’ho fatto più volte, in effetti.

Patrick Pistolesi e Federico Tomasselli sono i barnam storici, pardon i bartender, dato che ho cominciato parlando della Big Apple. Sono conosciuti e per questo che li cito. Nel 2013 Patrick Pistolesi ha vinto la competizione Nikka Pefect Serve 2013 tra bartender.

Una delle particolarità che amo del Barnum è l’ampia scelta, quasi a voler giustificare il suo nome. Infatti, oltreoceano Barnum richiama alla mente il circo. Il Barnum & Bailey Circus di Phineas Taylor Barnum stupì con un repertorio di stranezze gli statunitensi di fine Ottocento. Quindi circo ma non come quello di Moira Orfei. Sotto il tendone di Barnum potevi vedere la città dei nani, l’uomo leone e l’oramai classica donna cannone.

tavoli Barnum

Ovviamente le varietà di Barnum a via del Pellegrino sono più tranquillizzanti. Birre, vini, cocktail, aperitivi a tema come Tacos y Margaritas, a volte pure Champagne. Ma anche andarci per la cheesecake o la carrot cake, persino una cioccolata calda d’inverno con un brownies è una buona scusa per fare qualcosa di diverso.

Le birre vanno dalla Na Birretta del BOA di Ostia alla Rochefort, passando per l’Augustiner. C’è pure la birra gluten free: la Mongozo Pilsner. Attenzione però se il gluten free è una necessità e non un capriccio perché si tratta in realtà di una birra deglutinata e quindi in caso di intolleranza grave potrebbe dare problemi.

Una delle particolarità che apprezzo di più è l’attenzione ai vecchi vini aromatizzata da aperitivo come il vermouth. Non è neppure questo un caso. Il Barnum è conosciuto come uno dei migliori bar da cocktail della Capitale e questi sono gli anni della golden age del revival del vermouth.

Birra Barnum

L’unica pecca che riconosco a Barnum è la chiusura la domenica.

Ora però mi resta una cosa sola da fare, andare da Barnum per il cappuccino di Maurick. Mi è giunta voce che potrebbe meritare di stare nella mia lista personale dei migliori cappuccini di Roma. Chi si unisce in questo arduo compito?

Barnum Cafè
Via del Pellegrino 87
Telefono: 0664760483

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