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Come sopravvivere al Salone del Gusto di Torino

Scritto da GIOVANNA GALLO | 14.10.2014 |
Come sopravvivere al Salone del Gusto di Torino

Chi pensa che le fiere siano divertenti, non ne ha mai fatto una da standista. Avere uno stand in fiera significa, nell’ordine: parlare a raffica, stare in piedi, sorridere anche quando non ne hai voglia, il più delle volte spostare pacchi, aiutare nell’allestimento e nello smontaggio. Ho seguito diversi clienti in fiera, e alla fine ne sono usciti tutti (me compresa) stravolti. Questa è una premessa necessaria da fare a chi, pieno di entusiasmo e aspettative, sta pensando di recarsi da visitatore a una delle fiere più dense di appuntamenti e famose del mondo del food in Italia, ovvero il Salone del Gusto e Terra madre (Torino, Lingotto Fiere, 23-27 ottobre 2014). Chi va a una fiera del food si aspetta sicuramente di assaggiare cose sfiziose, vedere persone (tante), gustare sapori nuovi. Per chi lavora invece nel settore, ogni fiera è sicuramente una bella occasione di business, incontri, meeting. Quello che però non vi dicono i siti ufficiali è che le fiere, di solito, sono fatte di persone: persone che magari sono lì da ore, che non hanno mangiato, vengono da lontano e che vanno trattati con gentilezza: insomma, le regole di buon comportamento ve lo avranno già imposto, ma ricordarlo male non fa!

Detto questo, se volete venire al Salone del Gusto in questa edizione 2014, saprete sicuramente già tutto del programma, gli eventi e gli incontri a calendario, e se siete già stati ospiti di Torino negli anni precedenti, senz’altro saprete già, più o meno, cosa aspettarvi. Io il Salone l’ho sempre vissuto da ospite/giornalista ma due o tre cose per sopravvivere a questo evento, soprattutto se avete in programma di andare nei giorni più caldi (sabato 25 e domenica 26) quando tutta la città, le foodblogger e i curiosi si spingono verso i Padiglioni del Lingotto, le ho imparate. E ora ve le dico:

Salone

Gli assaggi

Se andate con l’idea di assaggiare a scrocco una quantità spropositata di cibi, meglio che vi diate una calmata. Il cibo gratis è il modo migliore per attirare persone al proprio stand, e, in effetti, ne attira a pacchi: insomma, non sarete gli unici a voler arraffare una piada appena sfogliata, o un trancio di pizza preparata con speciale farina biologica presidio slowfood di una remotissima provincia italiana. Individuate lo stand più generoso in fatto di porzioni: c’è chi offre davvero un piatto colmo di roba e chi solo uno stuzzicadenti che infilza un cubetto di mortadella. Inutile dirvi su chi dovete puntare. Siate pazienti e aspettate che lo chef sforni la prelibata pasta di grano saraceno d’eccellenza: magari ci metterà dieci minuti, ma voi non cedete

Gli eventi

Gli incontri più caldi di solito sono presi d’assalto. Più l’ospite è famoso, più la gente farà il vostro stesso ragionamento: vado prima per prendere il posto. Va da sé che dovete arrivare prima del “prima” se volete sperare di recuperare un angolino. Altrimenti lasciate perdere e tornate a lottare per il Punto 1.

Food

Le foodblogger

Da un po’ di edizioni a questa parte le foodblogger sono ovviamente fulcro di eventi, attività e incontri dei vari brand presenti in fiera. Se siete del settore, una buona occasione per conoscere alcuni dei contatti maturati online. Se non avete la minima idea di chi siano le foodblogger, tornate al Punto 1 e al punto 2.

Assaggi

Gli stand piccolini che si fanno notare

Ci sono gli stand dei marchi grossissimi che spingono i curiosi a fermarsi per forza di cose o perché li si conosce bene, che ispirano fiducia e autorevolezza perché magari fanno gli spot in tv, o ci piacciono i prodotti che propone; gli stand che offrono cibo a profusione, che spingono gli affamati a fermarsi per golosità; poi ci sono gli stand con le tipe carine, quelli che regalano gadget tech a forma di cibo, tipo la chiavetta USB a forma di toma, e quelli che sono davvero interessanti da un punto di vista culturale.
Poi ci sono gli stand piccoletti. Di solito sono di aziende altrettanto piccole ma volenterose che vedono nel Salone del Gusto una buona occasione per mostrarsi al grande pubblico. Magari questi stand sono di aziende di cui non avete mai sentito parlare e infatti la maggior parte dei visitatori li snobba sempre, ma è di solito in questi angolini di pace in fiera che si ritrova la chicca food per intenditori, il prodotto di cui poi non potrete più fare a meno e in generale un po’ il gusto della scoperta della cosa nuova, per cui una fiera come il Salone del Gusto (credo) è nata. Insomma, girovagare nello spazio del noto marchio di pasta magari è divertente, ma cosa saprete dopo che non sapevate già?

Chi di voi sarà al Salone del Gusto per questo 2014? Ci raccontate live cosa succede sui nostri canali Facebook e Twitter?

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Giovanna Gallo
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