Nessuna nuova notifica

Comprendere 6 falsi miti sulla meditazione

11 mag 2020

“Io non potrei mai” è una cosa che sento dire in continuazione dalla gente sulla meditazione. “Non potrei mai stare fermo così a lungo”, oppure “non potrei mai smettere di pensare per più di un minuto”. Come se fosse una cosa solo per guru e Gwyneth Paltrow. Una conoscente una volta mi disse: “ho incontrato un uomo che aveva meditato così a lungo, che era capace di farlo persino mentre guidava!”. Evidentemente la metteva in soggezione, ma la verità è che ognuno di noi può raggiungere facilmente questo livello.

Io medito regolarmente dal 2015 e la meditazione, detto in parole povere, attinge alla propria consapevolezza del momento presente. Tutto qui. Semplice, ma allo stesso tempo difficile, come direbbe il mio maestro. Eppure, le idee sbagliate su come meditare sono numerose, compresa quella che bisogna essere un esperto per riuscire a praticarla mentre si guida. La verità è che non è indispensabile una buona capacità di attenzione o una mente tranquilla per meditare. Chiunque può farlo, in qualsiasi luogo, mentre sta facendo qualsiasi altra cosa. Per questo motivo, vorrei affrontare di seguito alcuni dei miti e delle idee sbagliate più comuni sulla meditazione, per mostrare che sì, anche voi potete farlo, compreso mentre state guidando.

Mito n. 1: Stare in una stanza tranquilla con gli occhi chiusi

Stare seduti nella posizione del loto con gli occhi delicatamente chiusi è l’immagine stereotipata di un meditatore ben addestrato, ma molte persone (compresi i meditatori di lunga data) trovano difficile meditare in questo modo. Se questo è anche il tuo caso, prova qualcosa di diverso. Siediti su una sedia o sdraiati sulla schiena e guarda il soffitto. Prova stando in piedi. Scopri quello che funziona per te! Non è la posizione quello che realmente conta; l’importante è semplicemente essere rilassati e a proprio agio.

 

Mito n. 2: Liberare la mente da ogni pensiero

Parte della consapevolezza del momento presente è individuare dove vanno a finire i propri pensieri. Svuotare la mente da tutti i pensieri è quasi impossibile; ciò che è possibile, invece, è osservarli senza perderli o perdersi in essi. Questa pratica si chiama “meditazione del pensiero”, nella quale si osserva come i propri pensieri vanno e vengono, e viene utilizzata spesso dal mio gruppo.

Il mio maestro paragona il flusso dei pensieri a un fiume. Se sei nel fiume, ti perdi nella corrente, ed è impossibile osservarne il flusso. Ma è possibile arrampicarsi fuori dal fiume, sedersi sulla riva e osservare i pensieri che scorrono. Cosa si fa quindi se si cade dentro e ci si lascia distrarre dai propri pensieri? Non bisogna abbattersi. Anzi, non appena si prende cosapevolezza di ciò, bisogna agire e riportare se stessi nel momento presente. Questa è la meditazione.

 

Mito n. 3: Stare completamente fermi

Nel mio caso, per esempio, ho bisogno di un buon appoggio per meditare, e con questo intendo qualcosa che mi mantenga ben salda nel momento presente. Non sono particolarmente brava a stare ferma o seduta, per cui il mio metodo favorito è meditare camminando. Quando cammino, percepisco un forte supporto alla meditazione: la sensazione della terra sotto i miei piedi, ciò che vedo, come l’aria accarezza il mio viso.

Si può meditare mentre si fa praticamente qualsiasi cosa. Ecco perché molti principianti trovano la meditazione durante la guida così stimolante: possono usare i loro pensieri, il paesaggio che scorre, la percezione dei loro piedi sui pedali; tutto questo li aiuta.

 

Mito n. 4: Trovare ogni volta una maniera per farlo “bene”

Ogni volta che vi sedete (o vi alzate per camminare) e meditate, la vostra esperienza sarà diversa. Un giorno sarete direttamente immersi nel momento e avrete una percezione totale dello spazio e del tempo. Altri vi sentirete completamente bloccati e dovrete lottare per avvertire anche solo il pavimento sotto di voi.

Invece di sentire la frustrazione, è auspicabile avvicinarsi ad ogni sessione semplicemente rimanendo aperti a qualsiasi cosa accada. Quindi, la prossima volta che avrete difficoltà a rimanere presenti e vi sentirete attratti dalla lista delle cose da fare, ricordate che va bene così. Questo è uno di quei casi in cui il tanto vituperato cliché “è così e basta” si arricchisce di significato. Lasciate andare i vostri preconcetti e pensate alla meditazione come al modo in cui un cane guarda il mondo: senza giudizio, accettando semplicemente e pienamente il momento presente.

 

Mito n. 5: C’è solo una maniera “giusta” di meditare

L'unica linea guida per meditare correttamente è di essere consapevoli del momento presente. Non importa quanto tempo duri e dove si svolga la seduta, basta che la si faccia.

"Tempi brevi, molte volte" è un mantra ricorrente che ascolto nella mia comunità di meditazione. Sebbene abbia partecipato in sessioni lunghe 90 minuti, che per me è stata sicuramente una sfida, mi risulta più efficace meditare dai 30 secondi ai 5 minuti, più volte durante la giornata. Ho imparato che si può usare quasi tutto quello che succede nel momento presente come supporto per la meditazione e mi piace integrarla nella mia vita quotidiana.

Un metodo che mi è particolarmente affine è meditare durante una conversazione. In un dialogo ci sono tante varianti che mi tengono ancorata al momento presente: i miei pensieri, il suono della voce dell’altra persona, il mio impulso a rispondere o semplicemente ad ascoltare, la sensazione della mia voce mentre parlo.

.

Mito n. 6: Una volta padroneggiata, sarete sempre tranquilli

Anche se la meditazione migliora con la pratica, ma ci si puo' aspettare di ottenere una pace costante. Anche i monaci che vagano per le colline del Tibet hanno difficoltà a rimanere presenti in ogni momento. La meditazione non e' una cura per tutti i problemi ma uno strumento che ti puo' aiutare a calmare la mente e mantenere la consapevolezza quando le emozioni si verificano.

 

 

 

  Letture correlate