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Fenomenologia del cozzalo barese

Scritto da FLAVIA DE FILIPPIS | 9.7.2014 |
Fenomenologia del cozzalo barese

Dicesi “cozzalo” il perfetto esemplare barese che, oltre a vestirsi in modo inadeguato con canotte dubbie, pantaloncini, croci e collane in bella vista, scorrazza per la città con il suo motorino truccatissimo, preferibilmente in compagnia di un “socio” e obbligatoriamente senza casco.

In altri termini… tamarro, grezzo chi più ne ha più ne metta.

Keep calm and tamarro

Come fare per evitarli? Ecco un semplice manuale da seguire alla lettera!

Al mattino i cozzali amano frequentare locali con “musica a palla”, un caffè, una brioche e dritti in sala giochi dove trascorreranno l’intera giornata inebriati dai fumi dell’alcool e delle sigarette… vietato fumare? Dove?

Non contenti i cozzali amano girare per la città con le loro micro car che si possono guidare senza patente… li riconoscerete facilmente tra la folla perché, se siete al volante, la vostra automobile rimbomberà a causa della bella musica proveniente dalla loro.

Il cozzalo all’ora di pranzo torna da mammà per trangugiare di ogni: è d’obbligo primo, secondo, frutta e dolce.

Rutto libero e poi di corsa a nanna per il riposino pomeridiano.

Ore 16: il soggetto identificato si sveglia, si gratta la panza ancora piena, si veste con i suoi jeans rigorosamente di marca, le sue scarpe rigorosamente di marca (spesso taroccate) e le sue collane… una serie di telefonate agli amici e appuntamento al parco per una bella birretta e qualche sigaretta qua e là, ovviamente il tutto condito da apprezzamenti in lingua alle ragazze che malauguratamente passano nelle vicinanze.

Vespa motorino

Tutti nuovamente in sella alle macchinette o ai vespini 150 con bolide 3000 e via, verso nuove avventure… una scia per le strade della città, tra clacson e Gigi D’Alessio a tutto volume.

Ore 18: se le condizioni meteo permettono, è d’obbligo una tappa a Nderr la lanz sempre per sfondarsi di birra, rigorosamente trangugiata in macchina, con gli sportelli aperti e Mario Merola in sottofondo.

Ovviamente non si può non fare un salto a Barivecchia, negli anfratti più nascosti, quelli dove il barese medio non si sognerebbe minimamente di entrare.

Ah dimenticavo, riconosci i veri cozzali proprio perché sono gli unici che nelle strade della città vecchia hanno libero accesso con i loro mezzi a due o più ruote (per gli altri è severamente vietato).

Durante feste patronali, ricorrenze come i Mondiali o grandi eventi, la famiglia del cozzalo allestisce banchetti agli angoli delle strade più trafficate per vendere ogni genere di bandiera, trombetta, le palme a Pasqua e gli spari a Capodanno (ovviamente il tutto senza licenza… macché scherzi?).

Ore 20: si spengono le luci e il vero cozzalo nero si dirige sul mare, verso il faro o meglio l’ingresso monumentale della Fiera del Levante.

nghiemeridde

 Qui è d’obbligo un bel paninazzo ripieno di nghiemeridde (meglio note come interiora di animale) cotti dalla bracella fai da te di qualche personaggio locale nelle vicinanze.

Se poi avete bisogno di un taglio e barba fast, qui effettuano anche acconciature uomo… basta andare alla ricerca di un noto signore robusto con capelli bianchi e baffone… è lui l’addetto alla bellezza del cozzalo.

Fa accomodare sulla sediolina di plastica bianca, pettine e forbice alla mano e penserà al taglio giusto con cresta e rasatura a virgola d’ordinanza.

Si è fatta notte ed anche questi personaggi vanno a dormire. Domani è un altro giorno e il cozzalo ha bisogno di ricaricarsi: la vita è dura per lui, ma saprà regalarci sempre tantissime emozioni.

Avremmo dovuto avvisarvi e chiedervi di mettere in conto un bel po' di ironia ma se siete arrivati fin qua sicuramente avrete colto il tono ironico e scanzonato del post. A questo punto non potete non dirci la vostra su Facebook e Twitter... vi aspettiamo!

Flavia De Filippis
Scritto da Flavia De Filippis Flavia De Filippis
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