GrouponMag TORINO

Il Museo della Frutta di Torino

Scritto da SANDRA SALERNO | 17.10.2014 |
Il Museo della Frutta di Torino

Torino è una città bella. Anzi è una città bellissima. Non lo dico solo io che sono di parte ma lo dicono tanti amici, anche stranieri, che non fanno che decantarne le bellezze: architettoniche ma anche gastronomiche. Perché chi viene a Torino la prima volta ha talmente tante cose da fare, vedere e assaggiare che un fine settimana solo non basta. È famosa per il Museo del Cinema, il Museo dell'automobile, per l'affascinante e ricco di reperti Museo Egizio, una vera perla.

Ma non tutti sanno che a Torino esiste l'unico (credo proprio che non ce ne sia un altro simile in nessun luogo al mondo) Museo della Frutta. Avete capito bene, sì un Museo dedicato alla frutta. Inaugurato nel Febbraio del 2007 questo curioso museo custodisce al suo interno una collezione di più di mille frutti artificiali plastici (1021 per essere precisi), modellati a fine 800 da Francesco Garnier Valletti. Cuore pulsante del Museo la collezione pomologica, della quale fanno parte centinaia di varietà di mele, pere, pesche, albicocche, susine e funghi, riprodotte fedelmente da Garnier Valletti, così bene da sembrare vere. Ho passato buona parte della mia mattina ad osservare questi frutti e vi assicuro che alcuni sono talmente belli sa sembrare reali, che quasi ti viene voglia di addentarli! Francesco Garnier Valletti fu un luminare in campo agrario, uno dei primi che si rese conto di quanto fosse importante preservare la biodiversità, visto il numero di frutti conservati al museo. In effetti viene spontaneo chiedersi dove siano finite tutte quelle varietà di mele e pere, o le albicocche e susine. Oltre ai frutti il museo è ricco di reperti fotografici e di video d'epoca.

Laboratorio museo

Grazie al Museo della Frutta abbiamo la possibilità di ripercorrere una fase della storia della ricerca scientifica applicata all’agricoltura e meglio comprendere le dinamiche che tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento hanno trasformato in modo radicale la produzione ortofrutticola da artigianale a industriale, con nuovi metodi di coltivazione, conservazione, distribuzione e consumo.

La collezione completa di frutti viene acquisita dalla Regia Stazione di Chimica Agraria nel 1927 e così suddivisa: 39 varietà di albicocche, 9 di fichi, 286 di mele (di cui 2 incomplete), 490 di pere (di cui 4 incomplete), 67 di pesche, 6 di pesche noci, 20 di prugne, 44 di uva, 50 di patate e un esemplare ciascuno di rapa, di barbabietola, di carota, di pastinaca, di melograno e di mela cotogna. Tra il 1932 e il 1935 la Stazione acquisisce, dunque, altri 323 modelli di frutti e ortaggi: altre mele, pere, pesche, uva, susine, fragole, ciliegie, arance, mandarini e limoni, barbabietole da foraggio, funghi e modelli “di putrefazione” di mele.

Pere

Quindi se state programmando un fine settimana a Torino dovete inserire anche la tappa al Museo della Frutta Garnier Valletti. Resterete affascinati da questa curiosa collezione di frutti ormai quasi dimenticati, anche da madre natura.

Museo della Frutta
Via Pietro Giuria 15
Tel 0116708195
Dal lunedì al sabato – dalle 10:00 alle 18:00

Articoli correlati
Mangiare tipico a Torino
Scuole di cucina a Torino
Mangiare bene e spendere poco a Torino

Sandra Salerno
Scritto da Sandra Salerno Sandra Salerno
{}