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La bruschetta: dalle origini ad oggi l’antipasto più buono “Made in Italy”

Scritto da FRANCESCA SPANÒ | 6.7.2016 |

Ingredienti genuini e la riscoperta dei sapori di una volta. In pochi e semplici passi sua Maestà la bruschetta sa colorare la tavola.

bruschetta

In cucina, come nella vita, vince la semplicità. Che a tavola si traduce sempre con sapori gustosi e definiti, materie prime genuine e un pizzico di fantasia. La regina dei piatti dove il Made in Italy si può sbizzarrire è senza dubbio la bruschetta. Un antipasto delizioso, un piatto povero che dalla tradizione napoletana ad oggi è un must nelle ricette di tutta Italia. E che sicuramente ci rappresenta. Dall’olio, al pomodoro, all’aglio, bastano pochi minuti per coccolare il palato con un piatto sano.

Perché bruschetta?

Potrebbe derivare da brusca, “spazzola per pulire cavalli e buoi dal pelo morto”. Dopo il pomodoro, le prime aggiunte hanno riguardato le olive e i formaggi.

Che cos’è la bruschetta: le origini

La sua nascita dovrebbe essere legata alla necessità che avevano gli agricoltori di conservare la pagnotta. Buttarla era un vero e proprio sacrilegio in un periodo in cui la ricchezza era solo un miraggio. Serviva ad anticipare il resto delle pietanze ed a colmare un minimo i morsi della fame, prima di continuare a mangiare. Si tratta di una fetta di pane che viene abbrustolita o, appunto, bruscata e arricchita di olio, sale e pomodorini. La base, invece, viene strofinata con dell’aglio. Nel tempo, poi, l’originalità ha trovato spazio con mille altri ingredienti.

tagliere bruschette

Sapori antichi si sposano, insomma, con la creatività e la storia. Sembra di ritornare agli anni in cui le navi commerciali dell’Impero Romano attraversavano il Mediterraneo tra tante difficoltà, portando il meglio delle produzioni locali. Non mancava mai l’olio, il vino e il frumento. Solo nel sedicesimo secolo vi è stato aggiunto il pomodoro. Piano piano, insomma l’alimento è diventato come la tavolozza di un pittore: carico di colori senza dimenticare la freschezza e la tipicità dei prodotti.

Leggende, miti e storia

bruschette

Di certo il suo passato è molto antico ed è difficile avere notizie certe sul reale periodo di nascita. Prima ancora della Campania, pare che la bruschetta sia comparsa nelle cucine della Toscana e del Lazio. Bruscare, infatti, appartiene pure al dialetto romano/laziale primitivo. La sua evoluzione ha portato questa parola a diventare di uso comune nella lingua italiana, con l’originario significato di “bruciare” o “cuocere”. L’olio, invece, dovrebbe essere stato usato nella bruschetta per la prima volta dagli Etruschi.  Lo ricavavano dalla spremitura delle olive del centro Italia e poi lo utilizzavano anche nelle cerimonie religiose o come farmaco. Ancora, come combustibile per le lampade.

Il significato simbolico del pane

pane bruschetta

Quello che si preferisce, di solito, è il pane vecchio e già un po’ indurito. In tal modo si evita di eliminarlo e la rinnovata fragranza, diventa perfetta per uno stuzzichino sfizioso. In tema religioso, questo indica rinascita, rincarnazione, come simbolo divino di Gesù. Del resto, per i cristiani e non solo per chi non ama sperperare il denaro, buttar via tale alimento è considerato un vero peccato.

Tutti gli altri ingredienti della bruschetta

piatto bruschette

L’aglio è tra i protagonisti della sua preparazione e con il suo sapore tipico è in grado di conferirle carattere. La pianta ha origini asiatiche e si pensa fosse già in uso tra gli antichi Egizi, che ne sfruttavano le doti medicinali. Le sue proprietà antisettiche e in grado di rafforzare le difese immunitarie sono note pure oggi. Si dice, inoltre, sia in grado di prevenire l’infarto. E poi c’è l’olio di cui l’Italia è una gran produttrice e il pomodoro, alimento tipico e sempre gustoso.

La tradizione della bruschetta in Toscana e nel resto di Italia

fettunta

Qui viene chiamata “fettunta” (fetta unta) e si usa, appunto, il pane toscano, quindi senza sale. Una tradizione legata al XII secolo, quando la Repubblica Marinara di Pisa, rivale della città, fermò il rifornimento di tale alimento. Nasceva il “pane sciocco”. E poi c’è la Puglia, dove i contadini usavano la bruschetta per sfamarsi durante le lunghe giornate nei campi con l’olio ottenuto dalla spremitura a freddo delle olive. In Piemonte, ancora, la si chiama “soma d’aj”, soma è il pesante carico degli asini e aj lo stesso aglio. In Calabria, infine, è detta “fedda ruscia” o “fetta abbrustolita”, con i classici pomodoro, sale, pepe e olio.

Preparazione e ricette

preparazione bruschetta

Si taglia il pane, si abbrustolisce da entrambi i lati e si passa a strofinarne uno con uno spicchio di aglio crudo. Si taglia a pezzetti il pomodoro e lo si sistema sopra con olio, sale e pepe e una foglia di basilico.

Le dieci bruschette più comuni

  1. Bruschetta aglio e olio
  2. Bruschetta al pomodoro e basilico
  3. Bruschetta ai peperoni
  4. Bruschetta alla pizzaiola
  5. Bruschetta estiva con fave e pecorino
  6. Bruschetta al salmone e formaggio Philadelphia
  7. Bruschetta con melanzane
  8. Bruschetta rustica con verdure
  9. Bruschetta con crema di olive
  10. Bruschetta con crema di carciofi
  11. Bruschetta con salsiccia

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Francesca Spanò
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