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Luci d'Artista a Torino: la magia natalizia si riaccende

18 nov 2015

A Torino sono le Luci d'Artista che accendono la magia del Natale.

Invece delle tradizionali luminarie natalizie, venti installazioni luminose firmate da grandi "maestri della luce” di fama internazionale illuminano vie, piazze e palazzi del centro cittadino, trasformandolo in un museo d'arte contemporanea a cielo aperto. Uno spettacolo completamente gratuito, che va in scena ogni giorno dal tramonto all'alba fino al 10 gennaio, da ammirare con il naso per aria, scoprendo gli angoli più suggestivi della città sotto...una luce diversa.

luci d'artista torino

Le opere sono prevalentemente concentrate nel centro storico, a breve distanza l'una dall'altra e tutte  facilmente raggiungibili a piedi. Quindi, cartina alla mano, potete costruirvi l'itinerario che preferite, in base al tempo che avete a disposizione. Se invece preferite godervi lo spettacolo stando comodamente seduti a bordo di un bus, potete approfittare dei tour tematici del City Sightseeing Lights on the Bus (www.turismotorino.org/busturistico) della durata di un'ora, in partenza tutti i sabati e domeniche fino al 3 gennaio e il 7 e 8 dicembre alle ore 17.30 da piazza Castello (biglietto adulti: 12 €, bambini: 6 €)

Le opere di quest'anno

Proprio i muri dei palazzi d'epoca di piazza Castello fanno da sfondo ai giochi di luce dell'opera Mattang Lucente. La rete celeste di Gaia, la ricostruzione luminosa di un antico “battang” polinesiano, una mappa in bambù dei sistemi di onde, correnti marine e venti, metafora della navigazione esplorativa aperta. A due passi, nella vicina Galleria Subalpina, potete ammirare poi la novità di quest'anno: l'opera Migrazione dell'artista torinese Piero Gilardi che rappresenta uno stormo di pellicani in volo, ispirata dalle grandi migrazioni animali causate dal riscaldamento globale.

Sembrano volare anche le cifre sospese sulla facciata della Mole Antonelliana che formano, appunto, l'installazione Il volo dei numeri firmata da Mario Merz, celebre esponente dell'arte povera, che riprende i primi numeri della Successione di Fibonacci, riferimento all'apparente caos del mondo. Proseguendo verso il Po, fermatevi ai Murazzi e lasciatevi incantare dalla visione quasi ipnotica della chiesa del Monte dei Cappuccini avvolta da Piccoli Spiriti Blu di Rebecca Horn, forse la più suggestiva delle Luci d'Artista. Una moltitudine di cerchi al neon di varie dimensioni che conferiscono all'edificio un alone fantascientifico.

piccoli spiriti

Tornando verso il centro, percorrete via Po, rischiarata da Palomar di Giulio Paolini, una sequenza di un centinaio di sagome luminose in forma di stelle, pianeti e mezzelune sospese sulla via a ricordarci l'immenso mistero del cosmo. Lo stesso tema è ripreso anche da Planetario di Carmelo Giammello, una brillante Via Lattea che splende su via Roma riproducendo le principali costellazioni e collegando piazza Castello con la stazione di Porta Nuova.

La scia luminosa del Planetario si interrompe però in piazza San Carlo, per far posto al Regno dei Fiori. Nido cosmico di tutte le anime, le delicate installazioni di Nicola De Maria che avviluppano gli eleganti lampioni con fili multicolore, trasformandoli in bozzoli luminescenti che rendono ancora più poetico il salotto di Torino.

Da qui, con una breve deviazione, raggiungete lo storico palazzo Valperga Galleani, in via Alfieri 6, ed entrate nella corte interna che il Giardino Verticale di Richi Ferrero ha trasformato in un luogo fiabesco. Sospeso in un angolo c'è un futuristico albero di ferro zincato con rami di luce che cambiano colore rischiarando il giardino che sale idealmente verso il cielo con decine di fioriere aromatiche appese ai balconi illuminate da led che sembrano tante piccole stelle.

giardino verticale

Sopra di essi l’albero, ombra maestra di ogni giardino, è ricostruito in acciaio e sospeso nell’aria, tra il primo e il terzo piano: 520 kg di ferro zincato compongono il tronco e il braccio che lo sostiene. L’albero si sviluppa in altezza per oltre 6 metri con un diametro massimo di 5,30 metri, mentre il braccio di sostegno è lungo 4,30 metri. Ogni ramo ha una luce e ogni luce cambia colore. I 13 rami principali sono realizzati con 590 kg di tubi in inox, con 78 puntuali luminosi alimentati da 180 alimentatori.

Al calare della luce diurna, l’albero illumina la corte ridisegnata con i ciottoli luminosi. Intorno e sopra l’albero i segni si semplificano, il giardino sale, citato nelle 82 fioriere aromatiche illuminate da 246 led a luce calda e fredda e sospese ai lunghi balconi, a loro volta arricchiti da 230 metri di miniflux di luce calda.

planetario torino

L`installazione luminosa è costituita da 34 strutture bidimesionali modulari raffiguranti vari tipi di costellazioni a tracciare gli astri del planetario. Planetario disegna una via Lattea ideale tra Piazza Castello e le due stazioni (Porta Susa e Porta Nuova) esaltando le relazioni tra questi luoghi della Città.

Palomar di Giulio Paolini, concepita come un antico atlante astronomico, costellata da pianeti, illumina via Po.

Regno dei Fiori: nido cosmico di tutte le anime di Nicola De Maria, sarà confermata per il secondo anno consecutivo in piazza San Carlo dopo essere stata esposta in piazza Carlina e in piazza Vittorio.

Paolini ha ideato un impianto composto da un centinaio di sagome luminose in forma di corpi celesti (stelle, mezzelune, cerchi, sfere con meridiani o con un anello ellittico), sospese mediante cavi in acciaio sull’asse di una via cittadina Il titolo riprende quello di una raccolta di racconti di Italo Calvino, cui Paolini ha dedicato il suo progetto.

Pianeti, lune e stelle splendono in cielo, ricordandoci il mistero del cosmo di cui siamo piccola parte. Lassù un funambolo in frac tenta di restare in equilibrio, mentre si addentra, solo, nello spazio ignoto. Vale la pena ricordare, allora, che se Palomar è un osservatorio astronomico statunitense, è anche il protagonista, curioso e indagatore, di un libro di Italo Calvino.

Il Monte dei Cappuccini si trasforma in un luogo di fiaba e mistero, dove volteggiano cerchi luminosi, che paiono esalare dalla terra e svaporare in un alone blu. Sospiri di anime in pena o emanazione di energie sotterranee? Una cosa è certa: l’apparizione è ipnotica e cattura lo sguardo.

torino skyline