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Randazzo: cosa vedere e dove mangiare

Scritto da FRANCESCA MIGNEMI | 19.8.2014 |
Randazzo: cosa vedere e dove mangiare

Si può decidere di fare una passeggiata a Randazzo per svariati motivi e a mio avviso tutti validi: mangiare un sublime gelato intitolato a Pirandello, visitare una delle prestigiose cantine dislocate sul suo territorio oppure una gita fuori porta per conoscere questa cittadina medioevale ricca di storia e poi godere delle altre. E perché no un week-end in un territorio che ha molto da offrire dal punto di vista paesaggistico-naturalistico, enogastronomico e storico.

Randazzo si trova sul versante settentrionale dell’Etna in una posizione straordinaria e storicamente strategica, al centro fra tre parchi naturali: Parco dell’Etna, Parco dei Nebrodi e quello fluviale della Valle dell’Alcantara.

La città porta ancora i segni di un passato ricco di storia e di molte stratificazioni, fu un crocevia importantissimo dal punto di vista commerciale e a causa della sua posizione strategica sulla Valle dell’Alcantara, fu anche sede della base militare aragonese e residenza estiva di Filippo II d’Aragona. Scrigno di gioielli e opere d’arte nel 1943 fu quasi rasa al suolo dai bombardamenti anglo-americani, tuttavia ancora oggi il suo patrimonio architettonico e culturale ha molto da offrire a coloro che la visitano. Sul nome esistono molte teorie e leggende, fra queste una delle più accreditate quella di Michele Amari che ne “La storia dei Musulmani di Sicilia” riferisce che Randazzo è voce bizantina probabilmente venuta da Randakes\Rantakes soprannome di un patrizio.

Campanile Randazzo

Delle dodici tra porte e portelli e otto torri lungo la cinta muraria della città, oggi rimangono una torre e quattro porte: Porta Aragonese, Porta San Martino, Porta San Giuseppe e Porta Pugliese.

La città era divisa in tre quartieri in ciascuno dei quali la gente parlava una lingua diversa: greco, latino e lombardo. In ognuno di queste tre aree vi era una grande chiesa che, a turno, di anno in anno fungeva da matrice: S. Maria, S. Nicolò, S. Martino e tutte meritano una visita.

Randazzo è anche sede di alcuni interessanti musei :

- Il Museo Civico di Scienze Naturali, istituito nel 1983, contiene un’importante collezione ornitologica composta di 2250 esemplari, accanto ad una collezione naturalistica che ospita farfalle, fossili, coleotteri e fauna marina , un luogo irrinunciabile se siete con i vostri bambini.

- Il Museo Archeologico Vagliasindi, sede del museo il castello, un tempo Palazzo di Giustizia e Carcere.

A breve aprirà, in un ex mattatoio magnificamente ristrutturato, un Museo dei Pupi con una bellissima collezione; il museo ha un delizioso dehor che si presta ad accogliere eventi, rassegne, reading e presentazioni. Anche questo un luogo adatto ai bambini da accompagnare con storie di cavalieri e duelli .

Museo Pupi Randazzo

Inoltre a Randazzo troverete anche la Casa della Musica e della Liuteria Medioevale di Giuseppe Severino.

Il magnifico territorio sul quale si colloca e dal quale è circondata ne fa una meta interessante anche per i curiosi di enogastronomia.

Innanzitutto dallo straordinario connubio tra ambiente pedoclimatico e vitigni autoctoni (nerello mascalese, nerello cappuccio, carricante e minnella) hanno origine i vini Etna bianco DOC, Etna bianco superiore DOC, Etna rosso ed Etna rosato DOC. Negli ultimi anni Randazzo è diventata sede di cantine prestigiose non solo locali. Tra queste: Terrazze dell’Etna, Planeta, Tasca D’Almerita, Cottanera, Fattorie Romeo del Castello (Museo della vite, del vino e dell’etichetta) Al-Cantàra, Feudo Vagliasindi, Tenuta delle Terre Nere.

uva bianca

Il territorio oltre ad essere ricco di vigneti, lo è anche uliveti, prevalentemente Nocellara Etnea, e di noccioleti e proprio la Nocciola dei Nebrodi si accinge a divenire Presidio Slow Food.

Randazzo, che si trova proprio al centro di quella che un tempo era la Valdemone, può vantare tra i suoi prodotti già alcuni importanti Presidi Slow Food. La provola dei Nebrodi, un formaggio ottenuto con latte crudo prevalentemente di vacche autoctone "Siciliana". Prodotto secondo le regole di un'antica lavorazione artigianale dopo l'anno la pasta caseosa inizia a fessurarsi, distaccandosi tanto da meritare la definizione di "Provola Sfoglia". Il suino nero dei Nebrodi che è alla base della migliore norcineria siciliana. Tra le curiosità un dolce tradizionale dal nome particolare Tirrimulliri, la cui etimologia è ancora oscura anche agli studiosi. Si tratta di un dolce da riposto a base di vino cotto e frutta secca.

Ovviamente in un territorio così ricco di materie prime non mancano ottimi ristoranti: Il Veneziano, Parco Statella, Etna Quota Mille e San Giorgio e il Drago alcuni dei più rinomati ma fidatevi anche del vostro fiuto.

Santo Musumeci Randazzo

Sicuramente un posto che non posso fare a meno di caldeggiare è la pasticceria gelateria di Santo Musumeci. Confesso che visitai Randazzo per la prima volta, proprio alla ricerca di questo luogo di golosa felicità, una vera esperienza sensoriale. Il mio gusto preferito: Pirandello, un racconto della nostra isola in un intreccio di mandorla, limone e cioccolato fondente in perfetto equilibrio.

Inutile dire che se vi fermate qualche giorno una escursione sull’Etna o una passeggiata in trekking sono d’obbligo per godere appieno della magnificenza ed energia di questi luoghi.

Potete raggiungere Randazzo da Catania in autobus, in treno con la “littorina” o in auto; in ogni caso attraverserete un territorio emozionante e cangiante, potente e surreale, boschi e distese di lava sulle quali ostinate crescono le piante di Ginestra dell’Etna con il loro profumo inebriante e il Fico d’India etneo. E dove un tempo erano le foreste di leccio, ecco i vigneti, gli uliveti, i frutteti e i noccioleti e a Ovest i pistacchieti.

Francesca Mignemi
Scritto da Francesca Mignemi Francesca Mignemi
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