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Milano, dove andare per una cena romantica

Scritto da GABRIELLA POGGIOLI | 26.1.2015 |
Milano, dove andare per una cena romantica

Si dice che sentirsi innamorati a Milano sia strano, una pazzia da vivere senza cielo, senza verde, senza niente. Ma dopo una passeggiata mano nella mano nei Giardini di Porta Venezia, aver atteso insieme il tramonto tra le guglie del Duomo ed essersi scambiati un bacio al buio sotto la volta stellata del Planetario, l’eventualità che Cupido riesca a far breccia nella nebbia meneghina non appare più così inverosimile. Milàn l’è semper un gran Milàn, anche quando deve far battere due cuori all’unisono. E nella notte degli innamorati la città si accende fin dall’ora di cena, con o senza candela a centro tavola. Accomodatevi in uno dei cinque ristoranti che abbiamo selezionato per voi: la seduzione dei sensi comincia dal gusto.

Wineria

Wineria

“Non vogliamo i vostri soldi, vogliamo i vostri baci”. Ecco perché Wineria, in zona Bullona, è un’enoteca speciale, lontana nella forma e nella sostanza dai wine bar patinati in cui consumare il rito tutto milanese dell’happy hour. L’iniziativa “Paga con un bacio”, riproposta periodicamente, prevede che le coppie che entrano nel locale per l’aperitivo possano ottenere la prima consumazione gratis, “ma solo se vi volete davvero bene”, come recita il promo. A inconfutabile dimostrazione basta un bacio appassionato. Un’idea amica dell’amore ma anche del portafogli, fedele al principio che ispira l’attività del fondatore Stefano Rimassa: rendere la cultura del vino accessibile a tutti i tipi di cliente e a tutte le tasche. La cantina vanta, infatti, oltre 300 etichette provenienti da piccoli produttori italiani e stranieri, con una caratteristica in comune: un prezzo “democratico” mai superiore ai 20 € a bottiglia. 

Wineria, Piazza Carlo Caneva 4. Tel: 02 3946 4196

atmosfera

ATMosfera

Salite a bordo: vi aspetta non solo una suggestiva cena gourmet, ma un viaggio nell’anima di Milano lungo i suoi binari urbani, da assaporare tanto con il palato quanto con gli occhi. ATMosfera 1 e 2 sono due tram storici del tipo “Milano 1928”, completamente restaurati e trasformati dalle officine ATM in veri e propri ristoranti retrò. Gli spazi interni sono climatizzati e suddivisi in ingresso posteriore con guardaroba, sala centrale per 24 ospiti, bagno, cucina e cabina guida anteriore. Nella sala risaltano le eleganti panche di legno teak create all’inizio del Novecento, provenienti dai vecchi tram non più operativi. Sui tavoli affacciati ai finestrini sfilano a scelta tre diversi menu (tipico milanese a base di carne, di pesce o vegetariano), elaborati stagionalmente dagli chef e testati per la realizzazione a bordo tram. Ogni sera, previa prenotazione, si parte da Piazza Castello alla scoperta della Milano storica e di quella contemporanea. Il passaggio tra i grattacieli della nuova “città che sale” nel quartiere Isola fa da contraltare alle architetture secolari dell’Arco della Pace, del Teatro alla Scala, della Galleria Vittorio Emanuele II, delle Colonne di San Lorenzo e della darsena. Il Duomo viene mostrato agli ospiti almeno due volte, per garantire la perfetta visione da ogni tavolo.  La recensione completa di ATMosfera qui.

ATMosfera - Tram Milano Piazza Castello

Garghet

Al Garghet

In dialetto milanese garghet indica il verso delle rane delle risaie, quelle che caratterizzavano l'antica zona rurale di Gratosoglio. È qui che nel 1991 la cucina di Emanuela Cipolla ha acceso i fornelli per la prima volta. A due minuti da via Ripamonti, l'edificio fu adibito a convento nel XIII secolo, per poi riconvertirsi in gendarmeria sotto gli Spagnoli, in fornace e infine in balera. Varcare la porta del Garghet è un po’ come riavvolgere con un solo passo il filo della sua lunga storia: il quartierone popolare di oggi ritrova l’atmosfera sorridente dell’aperta campagna tra fiori, tavolini di pietra in giardino, lumi di candela e le note discrete di un pianoforte bianco. I nomi dei piatti parlano rigorosamente milanese (potete farvi aiutare dalla traduzione italiana sulla carta), così come i sapori di stagione: brasati, trippa, gnocchi di patate, bocconcini di ceci e mandorle e la cotoletta impanata "a orecchio d'elefante", regina indiscussa del menu da 40 centimetri di diametro. 

Al Garghet, Via Selvanesco 36. Tel: 02534698

Bussarakham

Bussarakham

Difficile resistere alle opulente seduzioni d'Oriente messe in scena in questo angolo di Thailandia a pochi passi dal Naviglio Grande: cuscini damascati, tessuti preziosi, legni istoriati e vegetazione rigogliosa. Alle due sale più ampie si aggiunge una suggestiva saletta interna dominata da un grande Buddha, dove gli ospiti sono invitati ad accomodarsi a tavoli simili a tatami, dotati di un apposito incavo per agevolare la seduta agli occidentali. Nei piatti sfila una cucina thai profumata ma non troppo piccante, in ossequio ai gusti dei milanesi. Dopo gli antipasti tradizionali (da provare i Sate' mu re kai, spiedini di maiale o pollo alla brace marinati con spezie), non può mancare un assaggio di Pad thai, vera istituzione nazionale che consiste in tagliatelle di farina di riso saltate con tofu marinato e soia, ancora più gustose nella variante con gamberi. Dopo i secondi a base di curry, si chiude in dolcezza con i dessert tiepidi, meglio se misti: alla soia, al cocco, alla tapioca e alla banana. 

Bussarakham, Via Valenza 13. Tel: 02 8942 2415

Rubacuori

Rubacuori

C’era una volta una cena da favola. Il ristorante dell’hotel Château Monfort è un caleidoscopio di colori pastello e suggestioni fiabesche, che si scompongono e ricompongono variamente nella successione di tre ambienti: la Sala del Rubacuori, caratterizzata da tavolini rotondi specchiati e sedie argentate con comode sedute a forma di cuore; l’Alcova del Rubacuori (o Sala degli Specchi), con divanetti retrò rivisitati in chiave moderna; e la Sala della Caccia, in cui svettano trofei in ceramica bianca. In cucina lo chef Marco Offidani interpreta sapori mediterranei sospesi tra innovazione e tradizione, sempre nel rispetto dell’originalità e della territorialità degli ingredienti. E se allo scoccare della mezzanotte la vostra carrozza si fosse trasformata in zucca, potete scrivere il finale più dolce fermandovi nelle lussuose camere a 5* dello Château, dove è vivere felici e contenti... almeno per una notte. 

Rubacuori, c/o Château Monfort, Corso Concordia 1. Tel: 02776761

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Gabriella Poggioli
Scritto da Gabriella Poggioli Gabriella Poggioli
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