Entrare da Oreste, uno dei ristoranti più antichi e famosi di Modena, è un viaggio nel tempo. Dal 1959, riceve immutato con la sua aura minimale eppure accogliente degli anni del boom economico gli avventori in cerca dei sapori modenesi della tradizione.  Qui il tempo sembra cristallizzato: le sedie originali di Giò Ponti, i lampadari di Venini, i rivestimenti in teck e le argenterie di Calderoni, pesanti solo come la posateria fatta bene di una volta. La sala è ampia, con i tavoli ben distanziati e una grande balconata. Nell’aria risuona la colonna sonora felliniana di 8 1/2 da un jukebox dell’epoca. Il cameriere, in giacca nera e papillon, percorre come pattinando il pavimento di marmo accompagnato da un carrello portavivande.
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